I sindacati per una revisione del sistema di assistenza anziani

I sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil annunciano che si costituiranno parte civile nei procedimenti in corso in Procura e chiedono più fondi per le cure domiciliari. Domani il tavolo in Regione.

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Domani ci sarà il tavolo di confronto con la Regione, ma oggi i rappresentanti dei sindacati pensionati Cgil, Cisl e Uil hanno fatto sentire la loro voce, nel corso di una conferenza stampa, per  chiedere alla Regione di prendere completamente a carico la gestione delle persone non autosufficienti, integrandola con il territorio e la medicina di base. La parola d’ordine è stata “Mai più Rsa lazzaretti”. E gli anziani non dovranno più essere dimenticati in una Rsa, specie i più soli e deboli.

La tragedia dovuta al covid-19 rappresenta, per i sindacati, un punto di partenza  per rivedere tutto il sistema di assistenza agli anziani ed è questo il tema che porteranno domani all’attenzione della Regione. Intanto, nel presentare la campagna di sensibilizzazione “Senza radici non c’è futuro“ i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno anche dichiarato di essere pronti a costituirsi parte civile nei processi che potranno scaturire dalle indagini in corso nelle procure piemontesi.

Se in Consiglio regionale dalla commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza coronavirus si è passati all’indagine conoscitiva, da parte loro i sindacati stanno portando avanti una mappatura di tutte le Rsa – in Piemonte sono 787 – per comprendere meglio cosa è accaduto ma, soprattutto, per capire cosa e perché non ha funzionato nella gestione emergenziale.  Un dato che al momento emerge è che c’è un 20% di Rsa Covid free, in pratica 1 su 5.

 

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