Crescono nuovamente le vendite nei negozi fisici, tiene l’online

Con l'isolamento domestico gli italiani si sono avvicinati maggiormente agli acquisti online, ma con la fine del lockdown i negozi fisici stanno recuperando il terreno perduto

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Uno degli effetti dell’emergenza coronavirus, con il conseguente isolamento in casa e la ridotta mobilità delle persone è stato quello di accelerare la digitalizzazione dei consumatori italiani ovvero l’aumento degli acquisti online. E’ persino banale sottolinearlo, dal momento che la “reclusione” casalinga ci ha impedito di andare direttamente nei negozi così come abbiamo preferito l’informazione online e i social network sono diventati ancor più le piazze virtuali su cui ritrovarsi, in assenza di altre possibilità. In ogni caso, per quanto riguarda gli acquisti online, le aziende dovranno tenere conto, d’ora in poi, di questo aumento delle vendite attraverso il canale virtuale.

Secondo il rilevamento effettuato da Forrester, una società di ricerche di mercato americana che fornisce consulenza sull’impatto esistente e potenziale della tecnologia, ai suoi clienti e al pubblico, il 40% degli italiani acquista online molto di più che in passato e per molti questo è stato il periodo della prima volta: il 15% ha iniziato a ordinare cibo online, il 18% a pagare conti e bollette, il 17% a usare l’home banking. E il 24% intende continuare a fare shopping in rete anche dopo l’emergenza.

Ma anche i negozi fisici, a tre settimane dalla fine del lockdown, stanno registrando una crescita sostenuta delle vendite, fatto evidenziato dall’indagine di Stocard, applicazione disponibile per IOS e Android, che permette di portare tutte le nostre carte fedeltà dentro al nostro smartphone,  che ha registrato un picco degli acquisti sabato 23 maggio con un +48%. Nel dettaglio, settori come il bricolage o i negozi di articoli sportivi hanno realizzato un numero di acquisti addirittura superiori a quelli pre-Covid, segno che il fashion sta rapidamente risalendo e confrontando il periodo 18-24 maggio con quello dal 10 al 16 febbraio, nei negozi si sono registrati questi incrementi: bricolage +12%, articoli sportivi +12%, mobili -6%, prodotti per l’infanzia -8%, elettronica di consumo -13%, abbigliamento -22%, prodotti per animali -24%.

In alcuni casi i valori negativi registrati, come per l’abbigliamento, trovano una spiegazione nell’ansia di non monopolizzare il negozio a discapito di altri, oppure il fastidio dovuto ai guanti e alla mascherina, la preoccupazione di provare per esempio un indumento sapendo che poi andrà santificato, fattori che indirizzano gli acquisti verso ciò di cui si ha necessità, a discapito di quello che viene definito acquisto d’impulso, quello che ci porta a comprare cose che ci piacciono anche se non ci servono.

Infine, se ci vogliamo affidare a un’altra ricerca, questa volta condotta da GFK,  il più grande istituto di ricerche di mercato della Germania e la quarta più grande organizzazione di ricerche di mercato al mondo, dopo Nielsen Company, Kantar Group e Ipsos, questa ha evidenziato come il 63% dei consumatori italiani desidera continuare ad acquistare nei negozi fisici, soprattutto per mantenere il rapporto umano che si è instaurato (ed è il 49% degli intervistati ad affermarlo). Allo stesso tempo, pur continuando a preferire il negozio, il 51% dei partecipanti al sondaggio ha segnalato di desiderare un maggior utilizzo delle tecnologie digitali.

 

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