Cirio pronto a cambiare casacca politica?

Tentato dalla migrazione in Fratelli d'Italia, su pressione dell'amico storico Guido Crosetto, Alberto Cirio sta meditando di lasciare il partito di Berlusconi che tanto lo ha sostenuto nella sua candidatura a presidente della Regione

Probabilmente dalla prossima stagione autunnale i pregiati tartufi d’Alba, tradizionalmente donati dal governatore del Piemonte Alberto Cirio al presidente di Forza Italia Berlusconi, non prenderanno più la strada di Arcore per allungare il percorso fino a Roma, per raggiungere Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e prossima destinazione del forzista Cirio. A spifferare la notizia è il sito Lo Spiffero, che dà per certo il passaggio del governatore piemontese in tempi prossimi. Di certo non giova ai tentativi di bloccare questa defezione la situazione in cui versa Forza Italia in Piemonte, così come nel resto d’Italia, tanto che Cirio è l’unico presidente di Regione del nord vestito di azzurro berlusconiano. Nel panorama politico in cui Cirio si muove, per un eventuale cambio di casacca la strada della Lega non risulta percorribile, date anche le molte frizioni che si sono registrate nella coabitazione al governo regionale, dove Cirio spesso è apparso ostaggio dei leghisti, gli azionisti di maggioranza della coalizione e che a lungo avevano osteggiato la sua candidatura, volendo per loro partito il ruolo di governatore del Piemonte.

Quello di Fratelli d’Italia sembrerebbe perciò l’unico sbocco possibile per Cirio, che approderebbe in un partito che al momento viaggia con il vento in poppa. Particolare poi da non trascurare è il fatto che regista di questa operazione è “l’omone di Marene”, alias Guido Crosetto amico di lunga data di Cirio e che, pur dimessosi da parlamentare per seguire meglio le sue attività in campo bellico, dato che è presidente dell’AIAD la federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza, continua a essere l’ispiratore del pensiero politico del partito e anche l’organizzatore dello stesso.

La notizia, pur se ancora ammantata di mille se e ma, ha già provocato la reazione del consigliere regionale del Pd ed ex sindaco di Alba, Maurizio Marello, che ha sottolineato i passaggi politici nella carriera di Cirio, nato legista e poi passato a Forza Italia, dichiarandosi poi incredulo del fatto che essendo Cirio di Alba, città medaglia d’oro al valor militare per la lotta partigiana, “possa passare con i fascisti”.

I timori che aleggiano all’interno di Forza Italia, e non solo in Piemonte, è il fatto che Cirio possa spostarsi portando con sé il solito codazzo di sodali politici, tra cui diversi amministratori comunali e altri esponenti azzurri di vario livello. Non resta che attendere, anche perché i berluscones stanno tentando le contromosse per evitare di perdere Cirio, per il quale si sono spesi in molti per fargli avere la candidatura a presidente della Regione, a partire dall’ex presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. Ma come sempre la riconoscenza in politica non sempre è un valore aggiunto, dato che sono altre le motivazioni che portano a certe decisioni, per cui vedremo come andrà a finire la querelle e se l’autunno, tempo di tartufi, non ci consegnerà un presidente di Regione Fratello d’Italia.