Bande e cori del Piemonte si sentono trascurati

Le bande musicali e i cori del Piemonte si sentono trascurati dalla Regione in questa fase post emergenza coronavirus e chiedono di poter riprendere in sicurezza le loro attività

E’ un problema che interessa anche la nostra provincia ed è relativo al fatto che la ripartenza post-Covid ha trascurato le bande musicali e i cori del Piemonte, che a questo proposito chiedono l’attenzione della Regione.

Questo mondo è rappresentato dall’Anmbina, l’Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome, che conta 276 gruppi iscritti per 13 mila soci e dall’Acp, l’Associazioni Cori Piemontesi, che annovera 282 formazioni, in tutto per un totale di associati che vanno dai 15 ai 20mila.

Parliamo di persone il cui mondo è costituito da corsi, lezioni, esibizioni, che comportano passione, sacrifici e progetti. Con la ripresa delle attività anche le bande musicali e i cori vorrebbero ripartire ma, si lamentano, nessuno ha più comunicato nulla a loro. Una prolungata interruzione dell’operatività delle scuole di musica, delle prove e delle esibizioni dei gruppi, possono costituire un problema per la continuità delle associazioni, per cui la richiesta che è stata avanzata al governatore Cirio e all’assessore alla Cultura Poggio è quella di sostenere azioni mirate, con l’obiettivo di riprendere l’attività delle scuole di musica organizzate da bande musicali e cori. Per farlo servono specifiche misure che regolamentino la ripresa delle prove dei gruppi bandistici e corali e contributi regionali finalizzati alla realizzazione e all’acquisizione di quanto previsto dai protocolli attuativi e cioè l’acquisto del materiale per la sanificazione dei locali e dei dispositivi di prevenzione e protezione.

Come tanti in questo periodo di emergenza, anche i coristi si sono affidati a internet per l’organizzazione dei corsi di formazione ma è ovvio che la possibilità di provare dal vivo è tutta un’altra musica.