Asti-Cuneo completata in 4 anni, Confindustria Cuneo ci crede

Secondo il presidente Mauro Gola le carenze infrastrutturali nelle vie di comunicazione, unite a quelle connesse al divario digitale, sono da decenni un grave ostacolo allo sviluppo economico da superare tanto più oggi, nel dopo emergenza sanitaria. Non vanno dimenticate altre opere fondamentali, come il tunnel di Tenda, la variante di Demonte e l’Armo-Cantarana

Nel castello di Grinzane Cavour il presidente Alberto Cirio, che ha riunito la Giunta regionale nella storica dimora patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, ha annunciato che il primo tratto del lotto mancante dell’autostrada Asti-Cuneo, da Cantina Roddi a Verduno, di cui esiste il progetto esecutivo, sarà completato in due anni e mezzo e che di qui a quattro anni sarà realizzato il congiungimento fra Verduno e Cherasco, per il quale, invece, la progettazione dev’essere completata per affrontare l’iter approvativo prescritto.

L’ultimo ostacolo burocratico è la pubblicazione, attesa a brevissimo, della delibera del 14 maggio 2020 con la quale il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato l’aggiornamento dei piani finanziari relativi alle società concessionarie autostradali A33 Asti-Cuneo e A4 Torino-Milano. Dal giorno successivo tale pubblicazione, potrà essere aperto il cantiere.

La notizia è stata comunicata dopo l’audizione di Giovanni Quaglia e di Bernardo Magrì, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Autostrada Asti-Cuneo spa, alla presenza dei sindaci del territorio e dei presidenti delle Province di Cuneo e di Asti, Federico Borgna e Paolo Lanfranco.

«Le rassicurazioni della Regione Piemonte, suffragate dai precisi impegni presi dalla società Asti-Cuneo, “obbligano” a ritenere, non solo a sperare, che davvero i 9 chilometri mancanti dell’autostrada saranno costruiti nei tempi indicati. Non è più il tempo delle recriminazioni per i decenni di attesa, come ad esempio gli 8 anni trascorsi dagli ultimi lavori eseguiti. Occorre che i cantieri ripartano, che non si creiino altri intoppi burocratici e che non nascano ulteriori polemiche che, al di là delle buone intenzioni, avrebbero l’inevitabile effetto di procrastinare ciò che è andato oltre ogni accettabile ritardo», è il commento di Mauro Gola, presidente di Confindustria Cuneo.

«Sono d’accordo con il presidente Cirio quando dice che “Il meglio può essere nemico del bene”, affermando che nel completo rispetto di ogni procedura, compresa soprattutto la valutazione di impatto ambientale, dopo decenni di dibattiti non si intendono accettare modifiche progettuali che comporterebbero nuovi ritardi», prosegue Gola. «Le carenze infrastrutturali sono da decenni uno dei più gravi intoppi per lo sviluppo economico della Granda, alle quali si è aggiunto il divario digitale. Si tratta di problemi la cui soluzione nel post emergenza sanitaria diventa ancor più impellente. Il fatto che l’autostrada venga completata è un segnale positivo, il cui annuncio va accolto con grande soddisfazione dall’intera collettività provinciale e in particolare dal mondo economico. L’augurio è che si proceda celermente anche con la realizzazione o con il completamento di altri importanti progetti, come ad esempio il tunnel di Tenda, la variante di Demonte e il traforo di valico Armo-Cantarana».