Via libera al Piano provinciale di controllo del ghiro per il 2020-2021

Approvato dal Consiglio provinciale per cercare di contenere la presenza della specie che danneggia i noccioleti

Cuneo. Via libera al Piano provinciale di controllo del ghiro 2020-2021. Lo ha approvato all’unanimità il Consiglio provinciale di lunedì 11 maggio dopo una dettagliata relazione svolta dal consigliere delegato Pietro Danna. Il Piano, che ha già ottenuto il parere favorevole preventivo dall’Istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra) riguarda il contenimento del ghiro (Glis glis), una specie selvatica tutelata, ma non quando il suo proliferare diventa eccessivo come accade oggi soprattutto nelle valli Bormida, Belbo, Uzzone e nella zona dell’Alta Langa. Il programma di controllo numerico deve essere subordinato alla valutazione del rapporto tra il valore conservazionistico della specie e il tipo e l’entità del danno da essa arrecato. A fianco delle attività di controllo, occorre quindi incentivare la prevenzione dei danni, sperimentando sistemi per impedire l’invasione dei noccioleti.

 “In queste zone – ha spiegato Danna – si riscontrano i maggiori danni perché sono realtà caratterizzate da coltivazioni intensive di noccioleti. La presenza del ghiro nella Granda è cresciuta insieme ai noccioleti a partire dagli anni Duemila (+30% dei danni rispetto agli anni Novanta), tant’è che il primo Piano di controllo emanato dalla Provincia risale al 2011 ed è stato prorogato fino al 2019. Da qui la necessità di predisporre un nuovo Piano che avrà una durata biennale, fino al 2021”.

I danni maggiori sono stati segnalati dagli Atc Cn4 e Cn5 di Alba Dogliani e Cortemilia che hanno risarcito dal 2010 al 2018 quasi 500 mila euro di danni causati alle colture da questo roditore. Solo nel 2018 sono stati pagati 25 mila euro di danni ai coricoltori e si tenga conto poi che molte richieste non vanno avanti. nunciate dai proprietari di fondi. Peraltro il contenimento del ghiro è un’operazione impegnativa, ma chi ci ha provato seriamente ha catturato ad esempio nell’ultimo anno 1.900 esemplari.

Il Piano provinciale indica due metodi di controllo del ghiro: quelli indiretti (definiti ecologici) quali zone di rispetto con interventi di pulizia di alberi e arbusti ai margini dei noccioleti e barriere meccaniche per rendere difficile l’accesso ai frutteti; metodi diretti con attività di trappolaggio (gabbiette metalliche e cassette nido) e successiva soppressione degli esemplari catturati. La Provincia di Cuneo si impegna a coordinare le attività di controllo, a svolgere controlli mirati sui soggetti autorizzati e a fornire le necessarie informazioni agli operatori interessati per cercare di affrontare seriamente un problema che non ha ancora trovato soluzione.