Sequestrati beni ad Asti a sinti di origini saluzzesi

Aveva un tenore di vita che non corrispondeva ai redditi denunciati, praticamente inesistenti, e aveva intestato villa e auto alla moglie. A un sinti di origini saluzzesi sono stati sequestrati beni per 250mila euro

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Il nucleo operativo dei carabinieri e la polizia giudiziaria di Asti hanno confiscato questa mattina a Vaglierano, una frazione di Asti, beni per un valore complessivo di 267mila euro costituiti da una villa, un’auto e conti correnti che sono risultati intestati a una donna mentre, in realtà, sono di proprietà del convivente, Carmelo Chino un cinquantasettenne di etnia sinti pregiudicato per reati contro il patrimonio, che aveva tentato con questo sistema di sottrarli alle attenzioni delle autorità giudiziarie.

Le indagini sull’attività criminale dell’uomo erano state avviate nell’aprile dello scorso anno e avevano già portato al sequestro dello stabile e dell’utilitaria, in seguito al provvedimento emesso dalla Procura di Asti, che aveva valutato i beni riconducibili a entrate illecite.

A insospettire gli inquirenti è stata la grande differenza tra i redditi denunciati dall’uomo, originario di Saluzzo, di fatto inesistenti  e il tenore di vita documentato dalle proprietà. Le accuse circostanziate hanno convinto il Tribunale di Torino che nei giorni  scorsi ha decretato la confisca dei beni. L’auto è stata assegnata al nucleo investigativo dei carabinieri di Asti, mentre l’abitazione, il cui valore è stato stimato in 240 mila euro, una volta concluso l’iter burocratico, entrerà nelle disponibilità dell’agenzia nazionale competente.

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