Ottimi piazzamenti dell’Itis Delpozzo ai Giochi della chimica

"Siamo davvero contenti per le gratificazioni che i nostri ragazzi hanno avuto e li vogliamo ringraziare e incoraggiare" dicono gli insegnanti

Cuneo. Anche quest’anno, nonostante tutto, si sono svolti i Giochi della Chimica e, nonostante tutto, i ragazzi dell’Itis Delpozzo sono stati bravissimi.

La fase regionale dei Giochi si è svolta il 16 maggio in modalità telematica, contemporaneamente in tutta Italia e ha visto la partecipazione di 470 scuole per un totale di 4676 partecipanti. Si é trattato di una delle pochissime iniziative per la valorizzazione delle eccellenze che ha avuto corso in questo periodo particolare.

Alla classe di concorso C, quella riservata agli studenti del triennio di chimica, hanno preso parte Giulia Brao, Francesca Tosello, Enrico Coppa e Andrea Testa, piazzandosi tutti nelle prime 15 posizioni.

Per la classe di concorso A, riservata agli studenti del biennio degli istituti tecnici, abbiamo partecipato con Alessandra Ferrari, Susanna Girello, Nicolò Dutto, Martina Dho, Marco Cavallera e Alexander Bieniek. Anche in questo caso i ragazzi si sono tutti comportati egregiamente e Alessandra e Susanna hanno vinto a parimerito la categoria! Le ragazze si sono classificate al primo posto, esattamente con lo stesso punteggio, tra tutti i partecipanti del Piemonte.

In un’anno normale questa loro vittoria avrebbe comportato la partecipazione alla fase nazionale a Roma nel mese di giugno. Vista l’eccezionalità dell’anno che stiamo vivendo la Società Chimica Italiana ha deciso di rinviare a questo autunno la decisione sulle modalità di svolgimento delle finali nazionali: in presenza nella capitale o, se non fosse ancora possibile, per via telematica.

“Siamo davvero contenti per le gratificazioni che i nostri ragazzi hanno avuto e li vogliamo ringraziare e incoraggiare. Ringraziare per la loro passione e entusiasmo per la chimica, che ci avvicina alla materia e, grazie all’osservazione e all’astrazione, alla teoria e alla pratica, ci aiuta a comprendere un po’ meglio la realtà, una scienza che ha bisogno di testa e di mani e nella quale i ragazzi ci hanno messo anche il cuore.
Ringraziare perché hanno voluto giocare, perché giocare voleva dire mettersi in discussione, esporsi in prima persona e accettare un rischio. Incoraggiare perché continuino ad alimentare le loro passioni, lavorare duro e buttarsi nella mischia. Grazie ragazzi!”
dicono gli insegnanti.