Negozi aperti dal 18 maggio, ma non tutti…

Il governo lascia mano libera alle Regioni per quanto concerne la decisione di riaprire le varie attività commerciali e così in Piemonte i negozi potranno riaprire dal 18 maggio eccezion fatta per bar, ristoranti e parrucchieri, che apriranno il 25 maggio

Come trapelato ieri dopo la riunione in videoconferenza tra il governo, rappresentato dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia e i presidenti delle Regioni, l’esecutivo nazionale ha concesso alle Regioni di muoversi in autonomia per quanto riguarda le riaperture dei negozi, garantendo, da parte sua linee guida e regole generali uguali per tutti e differenziazioni territoriali in base all’andamento della curva del contagio. In Piemonte il 18 maggio i negozi potranno quindi riaprire, con l’unica eccezione di bar, ristoranti e parrucchieri che riapriranno la settimana dopo, il 25 maggio.

Giovedì prossimo, 14 maggio, doppio appuntamento: il comitato tecnico-scientifico diffonderà le linee guida e usciranno i primi dati ufficiali relativamente al monitoraggio effettuato sui primi 10 giorni di  allentamento delle misure. Salvo sorprese negative si potrà procedere con l’apertura a tappe esclusi, al momento, gli spostamenti tra Regioni.

Intanto, la giunta regionale ha provveduto all’elaborazione di un nuovo testo che prevede una terza tranche di aiuti che vanno a sommarsi agli 88 milioni già previsti per ristoranti, bar, pasticcerie, parrucchieri e centri estetici e ai 13 milioni destinati ai venditori ambulanti del settore alimentare e non. Si tratta di nuovo pacchetto da 15 milioni ed estenderà il “bonus”, pur se con cifre inferiori a quelle precedentemente previste, si parla di somme tra i 1000 e i 1500 euro, destinati a negozi di abbigliamento, librerie, cartolerie. E, inoltre, guide turistiche, scuole guida, tatuatori, cinema, circoli ludico ricreativi e molti altri.

Tornando alle categorie al momento escluse dalla riapertura del 18 maggio e cioè bar, ristoranti e parrucchieri è da sottolineare che nei primi due casi si sono potuti attrezzare quantomeno per la vendita dei prodotti da asporto, mentre per quanto riguarda i parrucchieri continua il grave problema dell’impossibilità di lavorare con le conseguenti gravi ripercussioni economiche e anche sociali. Molte attività difficilmente potranno riaprire, anche il 25 maggio, perché alla mancanza di incassi da due mesi a questa parte si devono aggiungere le spese necessarie per attrezzarsi per poter lavorare in sicurezza oltre agli altri costi vari che in questo periodo hanno dovuto sostenere anche con i negozi chiusi. E i 2.500 euro del bonus regionale non basterebbero a tenere a galla una situazione che si fa sempre più pesante per questo settore.