Le associazioni di categoria rispondono all’onorevole Chiara Gribaudo

La parlamentare cuneese Chiara Gribaudo chiede al governo di assumere 10.000 ispettori del lavoro che vigilino sul rispetto delle norme per evitare la ripresa dei contagi sui luoghi di lavoro e riceve la risposta da parte delle associazioni di categoria

La deputata cuneese Chiara Gribaudo, molto attiva sui social anche durante questi periodi emergenziali, ha proposto al Governo l’assunzione d’urgenza di 10.000 ispettori del lavoro per verificare il rispetto nelle norme per la prevenzione del contagio presso le aziende italiane al fine di evitare la recrudescenza dei contagi che potrebbe verificarsi «se sui luoghi di lavoro non si manterranno distanze e protezioni”. A lei è arrivata a stretto giro di comunicati la risposta dei presidenti di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, Confartigianato Cuneo, Luca Crosetto, Confcommercio Cuneo, Luca Chiapella, Confcooperative Cuneo, Alessandro Durando, e Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia.

COSA DOBBIAMO FARE PER DIFENDERE LA NOSTRA DIGNITÀ E NON SENTIRCI CHIAMARE COLPEVOLI ANCORA PRIMA DI INIZIARE A LAVORARE?

Gentile Onorevole,

leggendo ciò che ha pubblicato sul quotidiano La Repubblica, noi forze produttive ci sentiamo tanto come gli ultimi della classe, gli scolari birbanti, quelli dell’ultimo banco che, appena ti giri, fanno volare gli aeroplanini e tirano le palline di carta al vicino di banco.

Cosa dobbiamo fare per difendere la nostra dignità e non sentirci chiamare colpevoli ancora prima di iniziare a lavorare?

Per la ripartenza, ogni azienda piccola o grande ha riorganizzato interi stabilimenti, laboratori e negozi, linee produttive, ingressi, turni, postazioni per la misurazione della temperatura, locali spogliatoi e mense con distanziamento sociale… una bella impresa!

Stiamo anche comprando migliaia di test sierologici e tamponi, tutto ovviamente a carico nostro, non dello Stato.

I sindacati aziendali discutono e condividono, come giusto, le modalità di applicazione dei protocolli, ogni azienda ha un comitato che proprio a questo scopo è stato costituito. Se no si chiude di nuovo, lo sappiamo meglio noi di chiunque altro.

Avete scritto più di mille pagine solo per dire come dovevamo stare chiusi. E poi altre centinaia per dire come dovevamo riaprire. E ogni nuova norma porta con sé un esercito di consulenti, avvocati, commercialisti, ingegneri, per essere sicuri di adempiere correttamente (a carico nostro, si intende).

Sa quante ore e giorni impiegati per trovare le mascherine adatte? 

E gli sforzi delle aziende riconvertite per produrle e poi fermate dalla burocrazia della pubblica amministrazione? 

Sa che spesso i dispositivi si pagano anticipatamente rispetto alla consegna e bisogna avere i soldi? 

Sa che solo un termoscanner evoluto costa alcune decine di migliaia di euro?

Lei sicuramente queste cose le sa, ma noi imprenditori la preoccupiamo, forse ci vede pronti a scansare il dovere, a cercare la scorciatoia, a cercare il risparmio, come fossimo eterni mercanti di Venezia.

Attendiamo anche i nuovi ispettori che lei auspica, siamo abituati da tempo a controlli di ogni genere, uno in più o in meno cambia poco.

Ci troveranno demoralizzati e stanchi. Di pensare a un Paese diverso che non arriva mai. Di essere considerati delinquenti, ancor prima di aprire il cancello, solo perché nessuno ci accredita uno stipendio al 27 del mese.

Ma, da eterni idealisti, ci troveranno comunque innamorati del nostro Paese e pronti a spendere le nostre energie migliori per fare la nostra parte, ogni giorno che Dio manda in terra, accanto ai nostri lavoratori.

 

Confindustria Cuneo – Il presidente, Mauro Gola

Confartigianato Cuneo – Il presidente, Luca Crosetto

Confcommercio Cuneo – Il presidente, Luca Chiapella

Confcooperative Cuneo – Il presidente, Alessandro Durando

Confagricoltura Cuneo – Il presidente, Enrico Allasia