La (logica) flessione dei consumi ad aprile

Pochi ma importanti settori hanno registrato gravi perdite durante il lockdown, essendo stati penalizzati dalle forme di distanziamento e dai rigidi protocolli sulla sicurezza. L’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi registrati ad aprile.

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La nota congiunturale dell’Ufficio Studi di Confcommercio ha evidenziato che dopo la flessione del 30,1% registrata a marzo, ad aprile i consumi sono scesi su base annua del 47,6%.  Sono pochissimi i segmenti che sono riusciti a registrare un segno positivo, tra questi l’alimentazione domestica, le comunicazioni ed energia.

Il problema principale, rileva il documento, è la concentrazione delle perdite su pochi importanti settori, come quelli del turismo e intrattenimento, che hanno maggiormente patito a causa delle forme di distanziamento e dei rigidi protocolli di sicurezza ai quali sono stati soggetti. Per Confcommercio, secondo la quale “La fine del lockdown non sarà uguale per tutti”, il rimbalzo del 10,5% del Pil previsto per maggio appare “modesto se confrontato alle cadute di marzo ed aprile”.

Nel dettaglio, le dinamiche dei consumi ad aprile vedono alimentari, bevande e tabacchi con un +3,1%, beni e servizi per la comunicazione +3%, beni e servizi per la cura della persona -21%, beni e servizi per la casa -26,9%, beni e servizi ricreativi -79,6% beni e servizi per la mobilità -81,4%, abbigliamento e calzature -88,9%, alberghi e pasti fuori casa -92,6%. Inutile sottolineare che i settori in grave perdita sono quelli che durante il lockdown non hanno praticamente registrato attività con la conseguente drastica riduzione dei consumi relativi.

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