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In attesa della decisione sulla libera circolazione

A breve i dati del monitoraggio diranno se il 3 giugno si potrà tornare a circolare tra le regioni italiane e se sarà consentito andare all'estero, anche se l'ipotesi di rimandare tutto di una settimana resta ancora aperta

Il report di monitoraggio condotto dalla Fondazione Gimbe ha evidenziato come Lombardia, Liguria e Piemonte non siano pronte alla riapertura del 3 giugno, in quanto si rilevano la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovi casi, contro la limitata attitudine all’esecuzione di tamponi diagnostici. Contro questa tesi si è espresso di fatto l’ex ministro Ferruccio Fazio con “il suggerimento al presidente Alberto Cirio di procedere con la riapertura, cosa che abbiamo fatto oggi”.

Due diverse versioni che si basano, però, sugli stessi dati. Fazio, che a questa valutazione è arrivato con il conforto di altri esperti, segnala gli stessi dati che la Fondazione Gimbe ha indicato come indice di rischiosità.

I dati che Fazio ha segnalato sono quelli che fanno riferimento agli ultimi tre giorni, che confermano un calo importante del numero di casi di contagio: “Il 25 maggio abbiamo registrato 65 tamponi positivi di cui 21 riferiti alle Rsa, 18 asintomatici e i restanti 26 da depurare visto che in alcuni casi si tratta di secondi esami di controllo. Il giorno successivo – precisa l’ex ministro – il totale di 56 va suddiviso in 12 riferiti alle case di riposo, 19 asintomatici e i restanti come già detto, il dato di ieri è ancora più basso con 39 totali, 7 nelle Rsa e 13 asintomatici. In base a questi dati normali, se si verificano le tre condizioni, ovvero monitoraggio che sta continuando bene, l’osservanza delle precauzioni a partire dalle mascherine e dal distanziamento sociale e il contact tracing che funziona, non possiamo che suggerire al presidente, cosa che abbiamo fatto, la riapertura”. E nel caso si dovessero verificare nuovi focolai Fazio, altrettanto sicuro, risponde così:“siamo in grado di identificarli rapidamente, anche a livello comunale, isolandoli e assumendo i provvedimenti necessari”. Quanto suggerito al governatore Cirio “è stato molto meditato e assunto collegialmente. I numeri sono chiari e li abbiamo valutati con estrema attenzione. Ci inducono ad essere ottimisti al cento percento, insieme al rispetto delle prescrizioni che resta fondamentale”.

Intanto oggi verranno valutati i dati del monitoraggio effettuato, quelli che daranno il responso sulla riapertura della circolazione tra le Regioni a partire dal 3 giugno. A livello governativo l’intenzione sarebbe quella di confermare questa data sia per lo spostamento tra regioni che per valicare le frontiere tra gli Stati Schengen, anche se rimane aperta l’ipotesi  del rinvio per almeno una settimana, come suggerito da alcuni esperti del Comitato tecnico scientifico e fatta propria dal ministro alla Salute Roberto Speranza.

In vista della riapertura dei confini è bene sottolineare, ancora una volta, l’atteggiamento di diversi Paesi facenti parte della Comunità europea come la Grecia, che apre le sue frontiere ad esclusione dell’Italia o come la Germania in cui la cancelliera Merkel suggerisce ai tedeschi di andare in vacanza in Croazia o nel nord europa, evitando il nostro Paese. E la chiamano ancora Comunità europea…