Il punto sull’emergenza da parte della questura

Il questore di Cuneo, Emanuele Ricifari, ha fatto il punto della gestione dell'emergenza dal punto di vista delle forze dell'ordine, con un occhio di particolare riguardo alla necessità di non abbassare la guardia in questa fase di ripresa delle attività economiche e sociali

La provincia di Cuneo si aggiudica il primo posto in Italia, in proporzione alla popolazione,  per quanto riguarda il numero di controlli effettuati dalle forze dell’ordine – polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale – sulle persone e sugli esercizi commerciali, durante il periodo di lockdown legato all’emergenza coronavirus. Sono stati infatti oltre 75mila i controlli effettuati sulle persone a cui si aggiungono altri 28mila agli esercizi commerciali. Il questore, nel presentare il resoconto alla stampa, ha voluto ringraziare non solo il personale della Polizia e in particolare il commissario Luigi Chilla che ha coordinato le pattuglie impegnate sul territorio, ottenendo anche il plauso del Capo della Polizia Franco Gabrielli, ma anche gli agenti delle varie polizie locali e i sindaci che hanno partecipato personalmente all’attività di controllo del territorio, sollecitando i cittadini all’osservanza delle norme.

Il Capo della Polizia in questo periodo sta effettuando visite virtuali alle questure italiane, incontrandone i dirigenti in videoconferenza. Nel caso di Cuneo Gabrielli ha voluto complimentarsi per come la situazione emergenziale sia stata gestita negli uffici cuneesi, tanto da riuscire a contenere il numero di contagi che si sono limitati a quattro casi, uno dei quali ha interessato proprio il questore, risultato positivo dopo un incontro con il già contagiato presidente della Regione Alberto Cirio. Il protocollo adottato dalla questura di Cuneo è stato assunto da tutte le altre questure italiane ed è stato merito del medico  della Polizia di Cuneo, il dottor Luigi Maggi, che proprio per il risultato conseguito è stato chiamato a Roma a dirigere una struttura presso l’ospedale militare del Celio.  

Il dottor Gabrielli ha sollecitato la massima attenzione anche in questa fase dell’emergenza, durante la quale è necessario non abbassare la guardia dal momento che anche le attività criminali, quasi azzerate durante il periodo di massima emergenza, stanno riprendendo di pari passo con il ritorno della normale vita sociale ed economica.

Il dottor Ricifari ha ricordato che la Polizia di Stato, la Polizia stradale e quella di Frontiera hanno realizzato il maggior numero di controlli in Italia in proporzione agli operatori disponibili e che l’attività continuerà e verrà ulteriormente intensificata durante questa fase, con un aumento del numero di pattuglie che passeranno dalle 2 attive nella norma alle attuali 6 giornaliere, con 3 o 4 che opereranno anche di notte a cui si devono aggiungere quelle della Stradale e della Polizia di Frontiera.

L’attività di controllo continuerà a riguardare il divieto di assembramento e tutto quanto concerne la necessità di evitare nuovi focolai del virus e servirà a prevenire reati contro il patrimonio per contrastare i quali verranno impiegate anche pattuglie in borghese. Il questore ha voluto anche ringraziare per il lavoro svolto il personale civile del Ministero dell’Interno, che collabora fattivamente al buon funzionamento degli uffici.