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Il Piemonte sta andando bene, anche rispetto ad altre regioni

Nella videoconferenza di oggi relativamente all'andamento dell'epidemia è stato segnalato che la regione presenta un'evoluzione positiva dei contagi con l'indice R0 sotto 0,5

L’epidemiologo Paolo Vineis, che lavora all’Imperial College di Londra e che è stato uno degli ultimi arruolati dal presidente Cirio per dare una raddrizzata alla macchina che deve governare l’emergenza sanitaria in Piemonte, durante la videoconferenza tenutasi questa mattina per fare il punto sulla situazione del Covid-19 ha dichiarato che  “In generale il Piemonte e Torino stanno andando bene. L’indice R0 è sotto 0,5, e questo significa che il Piemonte sta andando bene, anche rispetto ad altre regioni italiane”. “Tre indicatori, la curva dei contagi, l’indice R0 e i focolai ci dicono se la situazione è sotto controllo o se dobbiamo prendere misure più incisive. Se aprire o chiudere le attività commerciali dipende dai nostri comportamenti, che influenzano gli indici”.

Il capo della task force creata per la Fase 2, Ferruccio Fazio, ha aggiunto che in Piemonte “il monitoraggio giornaliero è un passo avanti importante che ci consente di valutare le aperture o la possibilità di eventuali nuovi ulteriori lockdown, se si verificasse la ripresa dei contagi. Il distanziamento sociale, le protezioni individuali, in primo luogo le mascherine, e la tracciatura dei contatti ci consentono di ridurre i contagi – ha aggiunto – ma la situazione richiede un costante monitoraggio. E il monitoraggio giornaliero ci consente di vedere se c’è una ripresa dell’infezione in alcune zone che, in questo caso, saranno chiuse o allertate”.

Il parere della task force è che per tenere sotto controllo l’epidemia non si può escludere la chiusura di aree in cui il contagio dovesse tornare a crescere in modo preoccupante. E, finalmente, sperando che lo si faccia davvero, abbiamo sentito dire che si dovrà prestare particolare attenzione ai focolai familiari che recenti studi hanno dimostrato essere responsabili dell’80% delle trasmissioni del virus e, soprattutto, agli asintomatici che per quanto riguarda questa malattia sono un pericolosissimo “vettore” perché, come ha detto il professor Vineis: “Si tratta di un’infezione che si trasmette anche senza sintomi”.

Il monitoraggio verrà effettuato provincia per provincia, con incrocio dei dati che quotidianamente affluiscono all’Unità di crisi, sulla base di un algoritmo. Al momento, però, il Piemonte non è stato ancora suddiviso  in aree omogenee e non esiste una mappatura dei territori più a rischio e questo a dieci giorni dall’inizio della Fase 2 rappresenta sicuramente un aspetto sul quale si deve intervenire per evitare di farsi cogliere impreparati di fronte a un’eventuale ripresa dell’epidemia.

In ogni caso, sembra che l’innesto di personaggi altamente qualificati come l’ex ministro Fazio e l’epidemiologo Vineis, entrambi ben lontani da dire sciocchezze, abbia aggiunto concretezza all’azione della task force che ha il compito di seguire l’andamento dell’epidemia e che deve svolgere la sua attività con rigore e rapidità d’azione, senza appellarsi troppo a circolari ministeriali o lanciare proclami che con le necessità attuali hanno poco a che fare.