Icardi si accorge dell’importanza dei medici di base

Sono passati due mesi dallo scoppio dell'epidemia e ieri è stato raggiunto l'accordo tra l'assessorato alla sanità e le organizzazioni sindacali dei medici per il nuovo accordo integrativo attraverso il quale si vuole creare la rete di monitoraggio territoriale

Ieri pomeriggio è stato firmato nella sede dell’Assessorato regionale alla Sanità del Piemonte il nuovo accordo integrativo regionale con le organizzazioni dei medici di medicina generale per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. L’obiettivo del contratto è la creazione di reti di monitoraggio basate sul modello del medico di medicina generale sentinella, in grado di identificare precocemente i casi sospetti sulla base del riscontro clinico che precede la diagnosi di laboratorio.
 “Il medico di medicina generale – osserva l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi – viene messo nelle condizioni di disporre l’isolamento dei pazienti sospetti Covid e dei rispettivi contatti stretti, già dalla fase di sospetto clinico e prima della presa in carico da parte dei Sisp (Servizi di igiene e prevenzione), vale a dire prima dell’effettuazione dei tamponi e del riscontro dei risultati, considerato che i tempi che tale iter prevede si possono rivelare troppo lunghi per contenere tempestivamente il contagio. Contestualmente, lo stesso medico può avviare il trattamento domiciliare dei pazienti covid, secondo i protocolli definiti”.

L’assessore esprime piena soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa, sottoscritta all’unanimità dalle organizzazioni di categoria in rappresentanza di oltre 3.500 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del Piemonte.

Siamo felici che l’assessore esprima piena soddisfazione per l’intesa raggiunta, ma la domanda è: non si poteva fare prima? La decisione arriva a due mesi dallo scoppio dell’epidemia e dopo reiterate segnalazioni, direttamente anche allo stesso assessore, relativamente al problema delle famiglie con alcuni componenti positivi, sanciti dal tampone, mentre altri membri della stessa famiglia, conviventi e che hanno manifestato gli stessi sintomi del coronavirus, sono stati bellamente ignorati. Questo è stato ed è uno dei principali problemi legati alla diffusione del coronavirus, insieme agli asintomatici e solo adesso viene considerato di importanza capitale sia dall’assessore che dal capo della task force Ferruccio Fazio che, perlomeno, è stato reclutato da poco tempo e non ha avuto voce in capitolo prima. Non solo, i medici di medicina generale, i nostri medici di base, vengono investiti del ruolo di sentinelle e dovranno saltare la fase del tampone per disporre l’isolamento immediato dei pazienti sospettati infetti. Speriamo che non si tratti della classica misura che riporta al detto “chiudere le porte della stalla quando i buoi sono scappati” e che i medici siano davvero messi nelle condizioni di effettuare quel lavoro di preselezione che aiuterebbe davvero il contenimento del virus, specialmente se arriverà una seconda ondata del coronavirus per la quale dovremo essere assolutamente preparati perché la scusa dell’essere presi di sorpresa adesso non varrebbe più…