I sexy shop e il falso moralismo della politica

Contributi annunciati quasi a cadenza giornaliera ma la Regione non sempre agisce con le medesime modalità nei confronti dei settori che necessitano di un sostegno in questa fase economica delicata, come nel caso dei negozi di articoli per adulti

Certo, non sempre si possono accontentare tutti, ma è altrettanto vero che la Regione è riuscita nell’intento di non accontentarne molti, nella sua quasi quotidiana erogazione di bonus alle varie categorie toccate duramente sotto il profilo economico dal coronavirus. Di esempi ne avremmo molti, come le 8mila attività artigiane escluse dai finanziamenti, oppure gli operatori sanitari delle Rsa private fino ad arrivare a un’altra categoria che si è vista escludere dall’emendamento da 15 milioni che la Giunta regionale ha proposto per poter estendere il bonus a fondo perduto a quelle categorie commerciali che ne erano escluse e cioè i negozi di articoli per adulti alias sexy shop. Questo perché il capogruppo della Lega Alberto Preioni, non nuovo a iniziative sui generis, ha proposto un subemendamento che è stato votato e approvato grazie anche ai buoni uffici, alias parere favorevole, del presidente Cirio e dell’assessore al Lavoro Elena Chiorino. Risultato? La trentina circa di attività di questo settore, presenti in Piemonte, non riceverà un euro, permettendo di realizzare alla Regione un risparmio di ben…51mila euro.

Abbiamo voluto sentire il parere di uno degli interessati, Enrico Bertino Fiolin, da 21 anni titolare a Cuneo del negozio Kavos Sex Shop.

Lo slogan della Regione durante l’emergenza è stato “non lasceremo nessuno da solo”. Di fatto la vostra categoria commerciale è stata dimenticata del tutto. Si tratta di una palese ingiustizia.

Assolutamente. Ancora una volta la politica parla per slogan, ma quando si tratta concretamente d’intervenire le cose appaiono diverse. Escludere il commercio al dettaglio di articoli per adulti dal decreto “Rilancio Piemonte” è stata certamente un’ingiustizia ed una discriminazione, ma non è la prima volta che succede. Sa che la maggior parte degli istituti bancari, crediti cooperativi in testa, non accetta d’installare un semplice pos per le transazioni con carta di credito in quanto un sexy shop non rientra nel loro codice etico morale? Le banche…

Il risparmio che la Lega, che ha proposto l’esclusione dei negozi per adulti tra le attività beneficiate dal bonus, ha consentito è di 51mila euro su un totale di 15 milioni erogati. Non giustifica l’esclusione di questo settore, mi sembra.

Il primo firmatario dell’emendamento, il consigliere Preioni, ha sostenuto che di fronte alla scelta tra sostenere un negozio come il nostro ed un artigiano non ha avuto alcun dubbio: prima gli artigiani. A parte che non si capisce su quali basi, in realtà non mi pare sia andata proprio così visto che dal “Rilancio Piemonte” sono state escluse 8mila botteghe e laboratori.

Malinteso senso del pudore, intervento bacchettone e discriminatorio, come giudicate l’esclusione dal bonus.

Forse niente di tutto ciò, piuttosto precisi calcoli politici.

In termini economici quanto vi sta costando il coronavirus?

Ovviamente per i mesi di marzo ed aprile abbiamo perso il 100% delle vendite, come tutti. Il nostro era già un settore in crisi prima del coronavirus, penalizzato dall’arrivo dei colossi del commercio on line come Amazon, che propongono i prodotti a prezzi che noi spesso paghiamo al grossista. Vi è poi il caso paradossale di E-Bay, il quale fino a qualche anno fa non accettava neppure le inserzioni di eventuali privati che avessero voluto vendere un articolo per adulti. Oggi ha addirittura una sezione dedicata. Resistiamo grazie ad una clientela affezionata, che ci segue da oltre 20 anni.

Forse pagate il fatto di essere un numero esiguo in tutto il Piemonte, dato che si contano una trentina di attività come la vostra. Le opposizioni, un po’ per ruolo, un po’ perché convinte che si tratti di un trattamento ingiusto, sono insorte su questo argomento e stanno pressando la giunta affinché riveda il provvedimento.

Le opposizioni fanno il loro mestiere, ma a questo punto non credo si arrivi ad un ripensamento in positivo.

Senza il bonus regionale, siete riusciti ad avvalervi di qualche misura varata dal governo nazionale?

Sì, siamo riusciti ad accedere al finanziamento a tasso agevolato e garantito dallo Stato per le piccole imprese. Una boccata d’ossigeno in termini di liquidità, anche si tratta pur sempre di un prestito che andrà restituito.

Da quanto tempo esercitate questa attività e qual è il vostro cliente tipo?

A settembre festeggeremo i 21 anni di attività. Il target della nostra clientela è variato nel tempo: inizialmente era prettamente maschile, con particolare attenzione al mercato video, mentre oggi abbiamo clienti sia di sesso maschile sia femminile. Con il dilagare dell’hard sul web il settore video ha perso appetibilità, così ci siamo specializzati nell’oggettistica ed abbigliamento sexy, ma anche gadgets per addii al celibato, nubilato e compleanni. La tipologia della nostra clientela, al di là di quanto credono i moralisti, è costituita da un target medio-alto.

Secondo voi la Lega ha preso questa iniziativa per il suo solito populismo, per mantenere fede al vecchio motto di bossiana memoria o per chissà quale ragione?

Per falso moralismo. Il mondo è pieno di falsi moralisti, pronti a giudicare tutti tranne che se stessi.

I pareri del governatore Cirio e dell’assessore al Lavoro Chiorino sono stati determinanti per accogliere l’emendamento della Lega che è stato passato in Aula. Potesse parlare con loro due cosa si sentirebbe di dire?

Guardi, dalla prima volta che ho sentito parlare del “Rilancio Piemonte” ho detto agli amici che m’incoraggiavano: “Cosa mi dovrei aspettare da una Giunta il cui motore è a trazione leghista? Saremo certamente esclusi”. Non mi sbagliavo. Certo, sapere che il Governatore è stato determinante mi amareggia parecchio, ma anche stavolta andremo avanti da soli. A testa alta.