I borghi italiani e piemontesi aperti all’Europa

Trasformarli in una destinazione non solo turistica bensì luoghi da vivere e abitare, dove fare impresa e crescere

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“È positivo che i borghi italiani e piemontesi siano al centro di proposte che vanno oltre le Alpi, solcano l’Europa. Ma dobbiamo lavorare per renderli destinazione non solo turistica – i flussi sono preziosi e vanno alimentati con una grande offerta, di territorio – bensì luogo da vivere e abitare, dove fare impresa e crescere”. E’ quanto affermato da Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem.
“I borghi del Piemonte si preparano ai flussi turistici estivi, ma non solo. – spiega Bussone – Oggi The Telegraph, il quotidiano inglese seguito su Facebook da 4,5 milioni di fan, racconta i borghi italiani, la loro sfida al coronavirus, li presenta come destinazione turistica. Il Piemonte ha investito oltre 70 milioni di euro nella rivitalizzazione dei borghi alpini e appenninici, negli ultimi anni. Uncem ha coordinato l’impegno dei Comuni con la Regione, grazie ai fondi del PSR e a tanti investimenti di privati che ancora verranno”.
Secondo i dati Uncem, nei borghi raccontati sul sito borghialpini.it il valore immobiliare è in crescita. “Nei paesi che fanno parte delle reti Borghi più belli d’Italia, Bandiere Arancioni e Borghi Autentici, – osserva Bussone – le case valgono il 15% in più rispetto a dieci anni fa. I progetti di recupero di singoli immobili oggi ridotti a ruderi sono in aumento del 22% nelle valli alpine monitorate.

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