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Gli italiani tornano a essere pessimisti

Da uno studio di Confcommercio-Censis emerge un ritorno al pessimismo degli italiani, duramente provati dal coronavirus e così, dopo sei anni chi vede il futuro nero prevale su chi se lo immagina più roseo

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E’ certamente colpa del virus, che ci ha fatto tremare di fronte alla parola “positivo”, fatto sta che nel nostro Paese i pessimisti tornano a superare gli ottimisti, come ormai non si verificava da sei anni a questa parte. Sale infatti al 52,8% la percentuale degli italiani che vede in negativo per la propria famiglia la seconda metà dell’anno, ed è un dato che sale al 67,5% se si guarda, più in generale, alle prospettive del Paese.

Sono i risultati del rapporto annuale Confcommercio-Censis che ha analizzato il collegamento tra fiducia, consumi e impatto del Covid-19. Lo studio è stato effettuato nel periodo dal 15 al 30 aprile ed evidenzia, tra l’altro, come quasi sei famiglie su dieci temano di perdere il posto di lavoro, mentre sul fronte dei consumi si osserva come il 23% ha dovuto rinunciare definitivamente agli acquisti di beni durevoli che erano già stati programmati e il 48% ha messo da parte i sogni di poter partire in vacanza tanto che per quelle estive oltre la metà delle famiglie non ha fatto programmi mentre circa il 30% rimarrà a casa non avendo disponibilità economica. Per il 9,4% che si permetterà il lusso della vacanza verranno ridotti la durata e il budget previsto.

In conclusione, per quanto riguarda la fiducia per la seconda metà di quest’anno tribolato, è ottimista sulla situazione famigliare il 22.4%, pessimista il 52.8% mentre gli indecisi sul tema risultano essere il 24.7%. Spingendosi a valutare la situazione nazionale, sono ottimisti il 16,4% degli intervistati, pessimisti il 67,5%, indecisi 16,1%

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