Giovedì le pagelle regionali del Comitato tecnico scientifico per le prossime riaperture

Entro giovedì il Comitato tecnico scientifico darà le "pagelle" alle regioni italiane, dopo una settimana circa dall'inizio della Fase 2, responso dal quale dipenderanno nuove aperture eil ritorno a una parziale libertà dei cittadini a partire dal 18 maggio.

E’ trascorsa solamente una settimana dall’allentamento del lockdown e l’Italia registra i dati migliori da due mesi per quanto concerne nuovi contagi da coronavirus e vittime. Ieri sono stati diffusi i dati che, pur scontando il calo dei tamponi nel fine settimana, restano incoraggianti dal momento che si sono registrati 165 morti in un giorno, il dato più basso dal 9 marzo, giorno in cui si decise la chiusura del Paese mentre i nuovi casi sono appena 802, il numero minore dal 6 marzo. Lombardia e Piemonte però restano osservate speciali dato che insieme assommano quasi il 50% dei contagiati nelle ultime 24 ore.

Entro giovedì ci sarà il primo responso del Comitato tecnico scientifico che il valuterà numero di contagiati quotidiani, l’indice di contagiosità, e i posti di terapia intensiva occupati, oltre ad altri parametri per ogni regione: il risultato della valutazione sarà una sorta di pagella regionale sulla base della quale verranno decise ulteriori riaperture e il ritorno a una parziale libertà dei cittadini a partire dal 18 maggio.

I dati nazionali del 10 maggio – con 51.678 tamponi fatti, in netto calo rispetto ai 69.171 del giorno precedente – registrano un rapporto tra test e casi individuati all’1,6% (un malato ogni 64,4 tamponi). Da ricordare sempre che almeno il 40% dei test sono ripetuti su uno stesso caso, ma la percentuale resta comunque la più bassa di sempre, pari a quella di sabato. Gli 802 nuovi casi – il livello minimo dal 9 marzo – portano il totale a 218.268. Di questi se ne registrano 282 in Lombardia – oltre il 35%, ma aumento minimo dal 3 marzo – e 116 in Piemonte; assieme le due regioni arrivano quasi al 50%.

Le vittime ufficiali del coronavirus in Italia sono arrivate alla cifra, inimmaginabile due mesi e mezzo fa, di 30.560, ma il tributo giornaliero di morti della malattia scende a 165, il più basso da oltre due mesi (sempre tenendo conto del calo dei tamponi). Ancora una volta sotto la soglia dei 200, i deceduti sono come previsto dagli esperti il dato che è più difficile veder scendere. Cinque regioni – Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta, Basilicata e Molise – e la Provincia autonoma di Bolzano non fanno registrare vittime nelle ultime 24 ore. In Lombardia ve ne sono state 62, ancora in calo, e in Piemonte 36. Più indietro, tra le quattro regioni più colpite dalla pandemia, l’Emilia Romagna con 18 morti e il Veneto con 14. Tutte le altre hanno incrementi a una sola cifra.

Da tenere d’occhio il dato delle terapie intensive, che secondo il Ministero della salute non dovranno avere più del 30 per cento dei letti occupati da pazienti Covid; in caso contrario scatterà l’allarme nella regione. Il calo dei ricoveri, giunto al 28° giorno di fila, è oggi di sole 7 unità (134 il giorno precedente), mentre in Lombardia, dopo una flessione di 70 sabato, i pazienti più gravi sono tornati a salire di 18.