Corsa al test sierologico nei laboratori privati

Nonostante che dall'assessorato, dall'Ordine dei medici, dal presidente della task force per la fase 2 Ferruccio Fazio e dallo stesso ministero si continui a ribadire che il test sierologico da solo non basta per certificare la positività o meno di una persona la lista d'attesa di piemontesi che vogliono effettuarlo ricorrendo ai laboratori privati è sempre più lunga

La Regione ha appena fatto in tempo a segnalare l’elenco dei laboratori in cui è possibile effettuare privatamente il test, il cui costo è di 50 euro, e il servizio che è partito da ieri mattina registra ovunque delle lunghe liste d’attesa.

A far iniziare la corsa al test hanno concorso anche le voci relative al fatto che in Liguria, tanto per citare una regione confinante, ai turisti sarebbe chiesto l’esame sierologico per poter accedere alle spiagge. A parte il fatto che la circolazione tra Regioni, pur se viene indicato nel 1° giugno la data in cui si potrà iniziare a farla, è strettamente correlata all’evoluzione dei dati sull’epidemia, il test sierologico, come ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei medici di Torino Guido Giustetto: “E’ una pura illusione: quelle spiagge che dovessero chiedere l’esito del sierologico non avrebbero alcuna garanzia che il turista non sia in quel momento positivo. Se dopo il sierologico non c’è un medico che indica un percorso – aggiunge Giustetto – si rimane a metà strada”.

Da parte sua il ministero della Salute, oltre a sconsigliare i test rapidi, precisa che un risultato anticorpale positivo “indica se la persona sia stata infettata da Sars-CoV-2, il nome del coronavirus che provoca il famigerato covid-19,  se le IgM sono positive l’infezione è recente, se  sono negative e gli IgG sono positivi l’infezione è nel passato. Però non indica se gli anticorpi sono neutralizzanti, se una persona è protetta e per quanto tempo, se la persona è guarita”. Riassumendo, è solo il tampone a garantire che venga rilevata positività o negatività.

Anche l’assessore Icardi specifica che un test negativo può avere diversi significati: “La persona non è stata infettata da Sars-CoV-2, oppure è stata infettata di recente, meno di 8-10 giorni prima, e non ha ancora sviluppato la risposta anticorpale al virus. Terzo caso, è stata infettata ma gli anticorpi che ha sviluppato sono, al momento dell’esecuzione del test, al di sotto della rilevazione del test molecolare”.

In mezzo a tutto ciò, da martedì prossimo, 19 maggio, partirà lo screening sierologico su 10.275 piemontesi che sono stati selezionati dall’Istat per l’indagine di sieroprevalenza nazionale. In ogni Asl saranno attivi e identificati punti prelievo, ma il test potrà essere effettuato anche a domicilio.