Ci siamo anche noi a dare una mano

L'emergenza covid-19 ha fatto riscoprire il significato delle iniziative solidali, come quella che ci è stata raccontata dagli amici di "Ci siamo anche noi a dare una mano"

Durante l’emergenza coronavirus abbiamo assistito alla nascita di innumerevoli iniziative solidali che spesso sono state più tempestive e mirate di tutte quelle messe in atto a livello istituzionale. Quando mancavano le mascherine la solidarietà le ha scovate, quando servivano soldi, pochi o tanti ma subito, la solidarietà si è mossa. Oggi vogliamo riportare l’esperienza del gruppo spontaneo nato su iniziativa di un cittadino di Mondovì, Massimo Ravera, che ha creato il gruppo Facebook “Ci siamo anche noi a dare una mano”, coagulando intorno a un’idea altri volontari che alla fine hanno raggiunto il loro importante obiettivo. Ecco il racconto di prima mano con il quale Massimo Ravera ha voluto “sintetizzare” mesi di attività solidale.

 

Quasi all’inizio dell’epidemia di Covid 19 vengo a conoscenza da un’amica della situazione che si sta creando nell’ospedale di Mondovì, relativa alla carenza, quasi mancanza, di dispositivi DPI e della preoccupazione per la piega che stava prendendo il diffondersi del virus. Provo a contattare un paio di amici, titolari di negozi di  ferramenta, per chiedere se avessero da donare/vendere camici e/o mascherine ricevendo risposte negative in quanto avevano già provveduto a donarle all’Ospedale. Testardo come sono continuo nella ricerca anche nei giorni a seguire, ma mi rendo conto che sembrano introvabili ma, soprattutto, che da solo, nulla potevo fare. Creo un gruppo su Facebook chiamandolo con il primo nome che mi è passato per la testa dando vita a “CI SIAMO ANCHE NOI… A DARE UNA MANO”.

 

In un primo tempo penso alla raccolta di contanti o attraverso SATISPAY e decido di chiedere a Vilma Tealdi di essere supportato nell’iniziativa. Per chi non lo sapesse, Vilma è una contabile precisa, una donna con una comunicatività eccellente e soprattutto è una donna dal CUORE GRANDE che ho avuto la fortuna di conoscere e con la quale ho collaborato nella gestione della contabilità della tifoseria (Ultras Puma) della LPM Pallavolo Mondovì  di Mondovì. La risposta SI ACCETTO era scontata per cui iniziamo il nostro cammino.

 

Vengo indirizzato da un assessore del comune di Bene Vagienna, verso la piattaforma di raccolta fondi GOFUNDME, della quale ignoravo totalmente l’esistenza, da loro utilizzata con ottimi risultati per la raccolta fondi a livello comunale. Effettuo l’iscrizione, pubblico l’iniziativa, condivido e metto un primo mattone con un versamento…tanto per mettere il seme… Obiettivo da raggiungere 1000 euro, un’enormità (credevo). Dal giorno seguente e per un mese circa, si sono susseguite donazioni da persone conosciute e molte anche da perfetti sconosciuti, che hanno dato fiducia a questo nostro progetto. Paradossalmente sembravano più fiduciosi loro di me ….Vilma sostituisce l’immagine del profilo del gruppo rendendola più inerente all’argomento, pubblica aggiornamenti, cura i contatti, insomma un lavorone enorme per assicurare visibilità.

 

Intanto procedono i contatti per reperire materiale ma purtroppo c’è scarsità di prodotti reperibili a breve. Grazie a T.M., veniamo messi in contatto con una ditta umbra, che produce prodotti medicali e DPI il cui, credo titolare, ci fa una donazione di 150 mascherine ffp2, ripeto donazione, zero spese, neppure per il trasporto, a condizione di non apparire… Pochi giorni e le mascherine sono in ospedale. Intanto Vilma ha avviato contatti con un fornitore locale per l’approvvigionamento  di 100 mascherine dello stesso tipo che, pur essendo in ordine, tardano ad arrivare.

 

Intanto, viste le donazioni, decidiamo di aumentare il target, passando da 1000 a 2000, a 3000 euro per poi provare il salto a 5000…e ci frulla in testa un’idea….e se provassimo ad acquistare qualcosa che possa durare nel tempo, da donare all’ospedale? Grazie ad alcuni amici entro in contatto con la VIGLIA s.r.l. di Torino importatrice di prodotti in ambito sanitario ed ottengo un preventivo per un ventilatore polmonare e relative mascherine con una spesa che sembra non rientrare nel nostro budget, circa 3400 euro…Ne parliamo e decidiamo di ordinarlo lo stesso con la speranza di ulteriori aiuti, aiuti che pubblicizzando l’ordine, non tardano ad arrivare…

 

Si avvicina la Pasqua e decidiamo di fare qualcosa per chi lavora in prima linea ed ecco il mega striscione di auguri per il personale sanitario impegnato nell’emergenza, accolto, al momento della sua estensione, dall’applauso sincero degli infermieri… per noi emozione a palla!!! Un anonimo donatore, nel senso che lo conosco ma vuole restare anonimo, ci omaggia di una cifra da destinare esclusivamente all’acquisto di un uovo di Pasqua per gli infermieri.. E qui entra in gioco la pasticceria Zucco che prepara un capolavoro di uovo pasquale, ci chiede a quanto ammontava la donazione che, casualmente, coincideva con il costo del manufatto (chiaramente sotto prezzo di mercato, palesemente svenduto per non farci sforare). Consegnamo l’uovo e la riconoscenza degli operatori ci gonfia il cuore di gioia..e pure gli occhi…

 

Nel frattempo arrivano le mascherine ordinate e provvede Vilma alla consegna, ma del ventilatore, poche labili tracce. Inizio a tempestare il rappresentante fin quando capisco che lui, povero, poteva poco di fronte alla burocrazia, ma devo dare atto del suo interessamento.. Attendiamo e pubblichiamo post quasi di scuse per il ritardo che, pur non dipendendo da noi, creava malumore soprattutto per il fatto che non si trattava di soldi nostri, ma bensì di donazioni e ai donatori bisogna dare conto, bisogna fare in modo che non abbiano a dubitare sulla fiducia concessa.

 

Ed arriviamo a venerdì 15 , il ventilatore è nelle mie mani, effettuo il bonifico e contatto l’Ospedale per la consegna, che verrà fissata per giovedì 21. Nel frattempo, per non farci mancare nulla, decidiamo di produrre in proprio un centinaio di mascherine la cui destinazione, inizialmente, era una RSA che ne avesse bisogno ma, vedendo l’evolversi della situazione in questi contesti molto delicati, si decide per altre destinazioni. Il tessuto ci viene donato da Re.Bò (negozio di tessuti di Mondovì) ed è tessuto griffato Prada per rendere più speciali le mascherine che verranno confezionate da Vilma con l’ausilio della sua amica Carla. Fatto sta che, anche qui, quasi per gioco, decidiamo di proporle a chi fosse interessato ad un’offerta libera a partire da 5 euro e riusciamo a racimolare una bella sommetta; questa iniziativa continuerà ancora con la speranza di incrementare il gruzzolo. Le mascherine che rimarranno verranno regalate al personale infermieristico.

 

Dimenticavo…pochi giorni dopo l’inizio della campagna una nostra sostenitrice ha prodotto due torte che ha portato al pronto soccorso e sono state accolte moooolto bene…un piccolo gesto, forse per qualcuno, ma molto gradito da chi lo ha ricevuto.

 

Ora facciamo un resoconto della nostra attività:

250 mascherine ffp2 (990,00 euro)

un uovo di Pasqua;

le torte;

lo striscione;

il ventilatore polmonare con 10 mascherine dedicate (3391,61 euro)

le mascherine (circa 100)

 

Facciamo due conti ed avanzano circa 500 euro e decidiamo di pensare anche alla CRI di Mondovì che aveva postato su FB una sorta di richiesta di sostegno. Ci pensa Vilma e si concorda per l’acquisto, in vece loro, di 5 termoscanner digitali che erano nei loro piani d’acquisto.

 

Ecco qui, questo è il dunque…è stata una bella sfida, credo che possiamo dire di averla vinta.

Il ventilatore ed i termoscanner rimarranno nel tempo anche ad emergenza finita, tutti ne potranno usufruire e noi siamo orgogliosi per questo.

 

Le donazioni… capitolo a parte.

 

Abbiamo ricevuto donazioni che hanno spaziato dai 5 ai 340 euro (un gruppo di parenti che li avrebbe utilizzati per andare a cena ma, essendo tutto chiuso, li ha versati a noi), gente comune, come noi, nessun grande nome, ditte, aziende, solo privati cittadini che hanno deciso di seguire una folle idea, persone alle quali diciamo GRAZIE DI CUORE, senza di VOI non sarebbe stato possibile tutto ciò. Tutte persone che, anche se apparse in modo anonimo sulla piattaforma, per me  in veste di amministratore del gruppo, hanno un nome ed un cognome e che ad ogni donazione abbiamo provveduto a ringraziare. Solo un donatore è rimasto anonimo anche a me, e non c’è stato verso di risalire al suo nominativo, un donatore che ha versato una cifra importante ma che ha voluto veramente restare anonimo. Abbiamo resistito ad inviti ad unirci ad altri gruppi di raccolta per inseguire il nostro sogno, abbiamo volato basso ma abbiamo raggiunto grandi vette.

 

GRAZIE A TUTTI GLI ISCRITTI AL GRUPPO “CI SIAMO ANCHE NOI…A DARE UNA MANO” ( QUASI 600 AD OGGI), AI DONATORI, A CHI CI HA FORNITO SUPPORTO, A CHI CI HA FORNITO CONSIGLI E CONTATTI,  A CHI CI HA SUPPORTATO ( E SOPPORTATO), A CHI CI HA DATO VISIBILITA’ SUI SOCIAL MEDIA,. SENZA DI VOI NULLA SAREBBE STATO POSSIBILE.

Massimo Ravera