A tutti, forse a troppi…

La soddisfazione dell'assessore Icardi per l'accordo che assegna i fondi per il personale sanitario è stata smorzata dalle dichiarazioni contrarie del sindacato dei medici Anaao-Assomed e di quello che rappresenta gli infermieri, Nursind

Ieri l’assessore Luigi Icardi si era dichiarato soddisfatto per aver trovato l’intesa sui fondi per la sanità con “i rappresentanti della maggioranza assoluta (circa l’80 per cento) dei lavoratori” e oggi i portavoce del rimanente 20% ha fatto sentire la sua voce e, soprattutto, il dissenso. Tema del contendere il fatto che parte dei 55 milioni messi a disposizione da Stato e Regione andranno agli amministrativi, alla dirigenza non medica e a chi ha lavorato, seppur legittimamente, da casa e non solo quindi al personale sanitario, medico e infermieristico, che ha operato sul campo.

Va dritta all’obiettivo Chiara Rivetti, segretaria regionale del sindacato dei medici Anaao-Assomed, che dichiara: “Trovo vergognoso che si diano soldi a chi ha fatto smart working, mentre medici, infermieri ed oss sono stati in reparto senza badare ad orari correndo enormi rischi e, purtroppo, spesso anche ammalandosi”. E così Anaao-Assomed non ha siglato l’accordo: “Avevamo chiesto di avere un netto in busta uguale per tutti, invece la suddivisione delle risorse pro capite comporta, con aliquote diverse, differenti somme e che per i medici saranno inferiori rispetto ad altre categorie, ma non è solo questo il punto”, spiega Rivetti. Il punto sta anche in quella distribuzione a pioggia, per tutti i lavoratori della sanità “senza fare la distinzione tra un medico che è stato a contatto con pazienti e chi magari ha limitato la sua attività, per non dire di chi addirittura ha lavorato da casa”.

E se l’Anaao-Assomed non si è presentato all’incontro, il sindacato degli infermieri Nursind, reduce dalla protesta in piazza Castello, con tanto di flashmob e incatenamento dei cinquanta partecipanti, non è neppure stato invitato nonostante lo stesso presidente Cirio avesse sollecitato l’assessore a farlo dato che, comunque, rappresenta oltre 4mila infermieri sul totale di 23mila operanti in Piemonte. Il segretario regionale Nursind Francesco Coppolella, da parte sua ha dichiarato che “Si sarebbero dovuti includere in questa erogazione straordinaria solo coloro che effettivamente stavano in un reparto ospedaliero, solo a chi era in prima linea, rischiando, spesso senza le protezioni necessarie. Certo non gli amministrativi, per non dire chi ha fatto smart working, che a nostro avviso si dovrebbero escludere. Deve finire questa logica del tutto a tutti”.

Di fatto, anche se sono già stati annunciati ulteriori incontri con altre sigle sindacali, da includere negli accordi, siamo di fronte all’ennesima situazione di attrito fra le parti, che avrebbe potuto essere evitata con una maggiore attenzione per le diverse esigenze e, soprattutto, avendo la reale volontà di ascoltare il parere di chi sul campo c’è stato veramente meritandosi molti apprezzamenti, il titolo di eroi ma scarse soddisfazioni economiche, pur se dovute.