L’autismo di Flavio vissuto durante l’emergenza sanitaria

Mamma Nadia chiede meno burocrazia a chi ci governa quando si tratta di diversamente abili

Flavio è un ragazzo di tredici anni con autismo di livello 3 e ritardo mentale, fa la seconda media a Piasco e frequenta il centro Federica Pellissero di Manta. Come abbiamo già avuto modo di raccontare, la perdurante emergenza sanitaria rappresenta un ostacolo aggiuntivo alle già tante difficoltà quotidiane per le persone con disabilità come Flavio e per la sua famiglia formata da mamma Nadia, papà Andrea e la sorella Elena. Flavio non parla e dunque per lui è importantissimo il contatto fisico con le persone “vietato” in questo periodo.

Come è cambiata la vostra vita con l’emergenza sanitaria del coronavirus? Cosa è mancato di più a Flavio? Diciamo che la vita è cambiata molto – racconta mamma Nadia – chiusa la scuola si andava al centro, ma anche lì è arrivato il momento di chiudere quindi per noi è stato duro, non potendo uscire e Flavio era più isolato del solito.

Come avete ovviato all’improvvisa interruzione di scuola e terapie? Abbiamo incominciato a fare tutto via computer però lui vedendo i suoi maestri e la sua assistente dal PC non si rendeva conto perché non fossero vicino a lui ma all’interno di uno schermo.

Ora le cose vanno meglio? Sì, fortunatamente dal 18 maggio il centro di Manta ha riaperto e per Flavio è stato un piccolo ritorno alla normalità.

Cosa proporreste a chi ci governa per migliorare la situazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie? Vorremmo che ci fosse meno burocrazia per avere qualcosa per lui.