Le truffe informatiche durante il coronavirus

Le truffe su internet sono aumentate durante il periodo dell'isolamento causato dall'emergenza covid-19, dato l'aumento degli utenti della rete e la questura di Cuneo segnala alcuni casi che si sono verificati per sollecitare la massima attenzione nell'effettuare acquisti

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Dalla questura di Cuneo informano che l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni ha segnalato che sul sito www.latuapoliza.net risultano irregolarmente offerte in Italia delle polizze Rca auto dell’impresa assicurativa bulgara “Dallbogg Insurance”.

In proposito, la “Dallbogg Insurance”, che opera regolarmente in Italia in regime di libera prestazione di servizi, cioè in assenza di una sede fisica stabile, ha comunicato di non aver alcuna relazione, né direttamente né tramite la rete di vendita nel nostro paese con il sito in questione e con le persone ad esso riconducibili, avendo il suo sito ufficiale www.dallbogg.it.

Pertanto,viene raccomandato di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet, Facebook, WhatsApp o telefono, soprattutto se di durata temporanea.

D’altra parte, le truffe informatiche sono aumentate negli ultimi mesi anche a causa dell’isolamento dovuto al coronavirus che ha portato a un aumento degli utenti su internet e, conseguentemente, degli acquisti effettuati online. In questo ambito due recenti truffe sono state segnalate dalla questura che ne ha dato notizia soprattutto allo scopo di mettere in guardia dai possibili raggiri che sono in agguato nella rete. In un caso si è trattato del pagamento di 36.500 euro chiesto da un fornitore a un allevamento nelle vicinanze di Cuneo. Peccato che tra fornitore e allevamento si fosse inserito il truffatore, abile hacker, che utilizzando un virus informatico si è appropriato dei dati del primo inviando una mail che conteneva un nuovo Iban di riferimento per i pagamenti da effettuarsi da parte del secondo. Così facendo il truffatore ha dirottato la somma richiesta sul suo conto. La Squadra volante della questura di Cuneo ha indagato ed è risalita al truffatore, un 47enne italiano di origini del Bangladesh già noto per reati simili. I 36.500 euro al momento sono stati congelati dall’istituto di credito e non ancora restituiti

Nel secondo caso i truffatori hanno sfruttato l’ingenuità di un 70enne che voleva vendere online una bicicletta. Un potenziale acquirente ha chiesto di pagare col bancomat. L’anziano non era pratico di questa modalità ed è stato convinto a recarsi a uno sportello automatico davanti al quale ha rivelato i dati della carta e del conto relativo. Risultato? Gli sono stati accreditati gli 80 euro richiesti per la bicicletta e per la spedizione della stessa ma due ore dopo il conto è stato completamente svuotato. Anche in questo caso le indagini della Volante hanno permesso di risalire ai truffatori, due italiani di 40 e 41 anni residenti a Roma e San Donà di Piave, ma purtroppo dei 5mila euro del conto si sono perse le tracce.

Il consiglio che viene dato è perciò sempre lo stesso: acquistare solamente su siti sicuri, usando possibilmente una carta prepagata e, soprattutto, non comunicare mai i propri dati specie quelli della carta di credito, del bancomat o del conto corrente a persone estranee.

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