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Sostituzione inattesa di due medici a Verduno

Il ritardo di un solo giorno nell'apertura dell'ospedale di Verduno sarebbe dovuto all'eccesso di prudenza del  responsabile dell’area medica Ivo Casagranda e di Giuseppe Cornara, per soli pochi giorni primario del reparto di rianimazione, che in base alla loro grande esperienza avrebbero voluto avere il tempo, anche se minimo, di istruire i giovani medici neolaureati assegnati alla struttura, prima del loro impiego a pieno regime

L’apertura della struttura ospedaliera di Verduno era stata posticipata di un giorno, dal 30 al 31 marzo, per decisione del direttore dell’Asl Cn2, Massimo Veglio e del commissario straordinario Giovanni Monchiero ed era stata spiegata con la necessità di permettere ai dieci giovani medici neoassunti di avere una maggiore consapevolezza del lavoro che erano chiamati a svolgere.

In realtà, questa ritardata apertura sarebbe stata imputata all’eccesso di prudenza del  responsabile dell’area medica Ivo Casagranda e di Giuseppe Cornara, per soli pochi giorni primario del reparto di rianimazione, che avevano chiesto espressamente, vista la loro notevole esperienza, di poter istruire i medici neo laureati assegnati a Verduno, prima che questi entrassero ad operare a pieno regime. Un atteggiamento persino logico, ma non in linea con quello su cui puntava l’unità di crisi, l’apertura rapida dell’ospedale.

Dietrologia a parte, resta il fatto che tra domenica e lunedì l’unità di crisi ha provveduto alla sostituzione dei due medici, con una mossa a sorpresa che ha portato il Commissario per l’apertura di Verduno, Giovanni Monchiero, a commentare: “La decisione è stata presa dall’Unità di crisi ed è giunta totalmente inattesa. Ringrazio Casagranda e Cornara che si sono messi subito a disposizione della nostra Asl, sicuro che saranno degnamente sostituiti da due eccellenti medici attivi in Piemonte”.

In sostituzione del dottor Casagranda è stato chiamato come responsabile dell’area medica Massimo Perotto, 38 anni, fin dal 2013 medico urgentista presso l’Azienda Ospedaliera di Cuneo. La rianimazione è stata invece affidata a Roberto Gioachin, già direttore della Struttura complessa Emergenza Sanitaria 118 dell’ospedale di Novara e precedentemente responsabile della Base Elisoccorso di Cuneo-Levaldigi e medico anestesista referente per il Dipartimento emergenza e accettazione dell’ospedale di Savigliano.