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“Sconcertato da aumento mortalità nella ‘Padre Fantino’ di Borgo San Dalmazzo”

Il sindaco Gian Paolo Beretta: "Ritengo grave e inammissibile che nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 aprile, in piena crisi di mortalità, non sia stata assicurata presso la struttura la presenza di una figura professionale quale punto di riferimento in grado di assicurare il necessario coordinamento sia per l’organizzazione del personale, sia per la comunicazione con i familiari"

Le preoccupanti notizie susseguitesi nei giorni scorsi in merito al possibile avvio di un focolaio epidemico all’interno della RSA “Padre Fantino” di Borgo San Dalmazzo hanno indotto il Sindaco Gian Paolo Beretta ad inviare una lettera alla Cooperativa Sociale Punto Service di Caresanablot (in Provincia di Vercelli), che gestisce la struttura, inviato per conoscenza, anche alla ASL CN1 ed alla Prefettura di Cuneo.

“Apprendo, con profondo sconcerto, la notizia dell’aumento della mortalità presso la struttura “Padre Fantino” di Borgo San Dalmazzo – si legge nella missiva – mi rendo quindi portavoce delle preoccupazioni di un’intera comunità che, ormai da tempo, non vede i propri cari e, spesso, non ne ha neanche notizie, in quanto non riesce a comunicare. Ritengo infatti grave e inammissibile che nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 aprile, in piena crisi di mortalità, non sia stata assicurata presso la struttura la presenza di una figura professionale quale punto di riferimento in grado di assicurare il necessario coordinamento sia per l’organizzazione del personale, sia per la comunicazione con i familiari. L’esigenza di dare una risposta “umana” a tanti concittadini, nonché il dovere che m’incombe, in qualità di autorità sanitaria locale, di vigilare al fine di tutelare la salute pubblica, mi inducono a chiedere alla Direzione di codesta Cooperativa notizie precise relative alla gestione dell’emergenza in corso.  In particolare, si chiede di voler comunicare quali azioni concrete siano state intraprese per identificare gli ospiti e gli operatori positivi al Covid-19, se siano stati effettuati tamponi ed esami finalizzati e quali misure siano state seguite per effettuare il necessario isolamento.  Confido in un tempestivo ed esauriente riscontro, e, pur riconoscendo la legittima autonomia nelle questioni organizzative interne, mi permetto di chiedere che vengano quantomeno rafforzate la cura ed assistenza degli ospiti nonché, in piena trasparenza ed efficienza, le comunicazioni esterne ai familiari.”