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Sacra Famiglia Mondovì: mancano infermieri e medici!

Con 50 pazienti positivi al covid-19 e 6 positivi ospedalizzati la casa di riposo "Sacra Famiglia" di Mondovì lancia una richiesta d'aiuto urgente: "Mancano medici e infermieri"

La casa di riposo “Sacra Famiglia” di Mondovì aveva recentemente ricevuto il riscontro ai tamponi effettuati ai 100 ospiti della struttura, che ha evidenziato 50 ospiti positivi e 6 ospedalizzati positivi. In conseguenza di ciò l’Asl Cn 1 aveva garantito la presenza di medici e infermieri da affiancare al personale interno.

La realtà però ad oggi è ben diversa, perché alla “Sacra Famiglia” continuano a mancare infermieri e medici. In più c’è un aspetto che lascia perplessi e coinvolge il direttore di crisi regionale, il saviglianese Mario Raviolo. A fronte di un Piano della Protezione civile che disponeva l’invio di medici e infermieri in tutta Italia per rafforzare le strutture, in Piemonte che, ricordiamolo, è la seconda regione italiana più colpita dall’emergenza, dopo la Lombardia, Raviolo ha rinunciato all’aiuto che poteva giungere dichiarando che: Essendo la fase ospedaliera in remissione non c’è più bisogno di rinforzi”.

Ricordiamo, per la cronaca, che Mario Raviolo è lo stesso per il quale la Federazione regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi Odontoiatri del Piemonte, non più tardi di un mese fa, ha inviato una lettera di protesta al presidente della Regione Alberto Cirio e ai vertici della sanità piemontese accusando “Siamo stati lasciati soli nella prima linea della gestione della diffusione del Covid 19 senza dispositivi di protezione e senza direttive chiare”. Una gestione dell’emergenza ritenuta inefficiente, secondo la Federazione regionale, con la conseguente richiesta dell’immediata sostituzione di Raviolo.

In tutto questo, la cosa più importante e grave è il grido di allarme per la carenza di infermieri necessari per coprire il servizio diurno e notturno presso la “Sacra Famiglia”. Il personale infermieristico non si trova, dato quello disponibile è impegnato negli ospedali e Dea, mentre gli infermieri in organico nella struttura monregalese sono quasi tutti in quarantena.

Il presidente della “Sacra Famiglia” Diego Bottero ha dichiarato che: “O la sanità pubblica farà la scelta di distaccare in modo permanente del personale nelle case di riposo o sarà una tragedia. Le nostre oss sono decimate dal contagio, sono in mutua o da sole tengono in piedi i reparti. Sono stufo di fare appelli alle istituzioni per reperire personale: non serve un miracolo, ma occorrono scelte immediate a favore del Sacra Famiglia. Noi non siamo un ospedale, non lo siamo mai stati e non lo possiamo essere. Il tempo sta per scadere, non farò più appelli che cadono nel vuoto. Non si vince la guerra senza armi. E della solidarietà che ci viene espressa dalle istituzioni ne farei a meno”.

Mentre si inizia a parlare della Fase 2 dell’emergenza c’è chi si trova impelagato nella gestione di una situazione estremamente grave, che richiede un intervento urgente e la richiesta d’aiuto della “Sacra Famiglia” non deve passare inosservato.