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Medici di base attaccati dal capogruppo leghista

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale Alberto Preioni lancia accuse ai medici di famiglia per come hanno gestito, a suo dire, l'emergenza coronavirus

In attesa che passi l’emergenza le uniche cose che continuano a non mancare sono le polemiche. Quelle sui medici risentono dell’appartenenza a maggioranza o opposizione dei politici che le lanciano, quando addirittura non provengono da entità come l’Unità di Crisi. Su quest’ultima abbiamo già riferito, sia per le accuse lanciate  dal presidente del Comitato scientifico Roberto Testi  che per la dura replica del maggiore sindacato dei camici bianchi l’Anaao-Assomed. Alle tante di questi giorni si è aggiunta la presa di posizione del capogruppo della Lega in Consiglio regionale Alberto Preioni  che ha detto: “medici di famiglia si sono negati, non si sono recati dai malati, che li hanno aspettati giorni e giorni, e questo certamente non ha aiutato a contenere l’epidemia”. E, inoltre, sempre i dottori “avrebbero già dovuto avere le protezioni necessarie, perché anche in tempi normali possono avere dei malati infettivi e quindi le protezioni bisogna averle sempre”.

Preioni si è sbilanciato anche sul tema delle Rsa, dicendo che: “sono strutture private monitorate direttamente dai loro direttori sanitari. La Regione sta attuando dei protocolli, dando delle regole sempre più stringenti, però non dimentichiamoci che sono strutture private di natura privata” tesi già sentita nell’ultima videoconferenza dell’Unità di Crisi e allora diventa necessario ricordare che molte Rsa sono gestite da Comuni e consorzi di enti pubblici.

In attesa dell’inevitabile replica dei medici ci ha pensato il deputato di Fli, partito alleato della Lega, Andrea Delmastro Delle Vedove a bacchettare la sortita di Preioni: “Trovo sconcertante che la Lega, per bocca del suo capogruppo regionale in Piemonte, attacchi i medici di base in prima linea per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ovunque possono annidarsi dei renitenti alla leva ma non è moralmente accettabile che una intera categoria che si è sacrificata per la lotta al coronavirus venga sottoposta ad una gogna mediatica immeritata. Grazie ai medici di base per il lavoro svolto, spesso senza dispositivi di sicurezza e senza protezioni”.  Per Delmastro “è doppiamente inquietante la coincidenza che il j’accuse, smodato e fuori luogo, intervenga mentre riceviamo in pompa magna i medici cubani con foto da regime di operetta. Voglio ringraziare i medici di base italiani per il lavoro svolto senza risparmio di energie, anche se chi doveva pensare a loro non è stato in grado di assicurargli di operare in sicurezza. Devo forse ricordare io che i medici di base fanno parte del sistema sanitario nazionale?”.