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“Lavorare in proprietà a più di 200 metri da casa? Forti dubbi su legittimità”

Sulla questione il presidente dell'Unione Alpi del Mare, Paolo Renaudi, scrive a nome dei comuni che rappresenta: Boves, Chiusa di Pesio, Peveragno Roaschia e Valdieri

Scrive Paolo Renaudi, Presidente Unione Montana Alpi del Mare.

In merito alla possibilità di derogare, come hanno fatto altri Comuni, sulle distanze minime da rispettare per i cittadini che intendono recarsi negli orti e nei giardini di proprietà, siamo in attesa di un parere dagli enti di livello superiore.

Il “caso” nasce da un Comune della nostra zona, che ha emesso comunicato con cui autorizzava, a determinate condizioni, l’accesso per i propri cittadini agli orti, anche se distanti dalle abitazioni più dei fatidici 200 metri. Ad oggi, secondo tutte le interpretazioni raccolte da chi scrive, i cosiddetti “hobbisti” non possono andare a lavorare in proprietà distanti da casa, e questa deroga sembra concedere invece a tutti la possibilità di allontanarsi da casa per recarsi in orti e appezzamenti a distanze maggiori.

Il “caso” di questo primo Comune ha ovviamente dato il via libera al desiderio di tanti cittadini di ottenere una piccola libertà in più, ma permangono dei forti dubbi sulla legittimità e sull’opportunità di una tale deroga.

Il dubbio dei Sindaci dell’Unione delle Alpi del Mare nasce dal fatto che una tale “liberatoria” potrebbe non essere riconosciuta valida dalle Forze dell’Ordine, con il risultato di incoraggiare i cittadini a muoversi con il rischio di incorrere in sanzioni non indifferenti. Una volta ottenuto un parere superiore (nello specifico è stato chiesto un aiuto alla Prefettura), i Sindaci di Boves, Chiusa di Pesio, Peveragno, Roaschia e Valdieri si adegueranno a tale parere, nell’interesse primario dei cittadini.