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La posizione di Raviolo sul rifiuto di rinforzi medici

Sommerso di critiche, il responsabile dell'emergenza in piemonte,Mario Raviolo spiega la sua posizione in merito al rifiuto di rinforzi medici da parte della Protezione civile

Mentre il governatore Cirio è pronto a mettere in campo l’esperienza dell’ex ministro Ferruccio Fazio, Mario Raviolo, il medico saviglianese responsabile dell’emergenza in Piemonte ha voluto chiarire la sua posizione relativamente al rifiuto di ricevere i rinforzi medici e infermieristici da parte della Protezione civile.

“Non lo nego. Quella mail esiste e l’ho firmata io. Ma c’è un motivo perché ho detto no all’invio dei medici da Roma. La nostra è stata una risposta, diciamo così, di cortesia. Perché a Roma ci proponevano l’invio di 14 chirurghi. Che è come dire inviare dei radiologi su un fronte di guerra. Saranno state figure professionali qualificatissime, non lo metto in dubbio. Ma a noi servivano altri professionisti: infettivologi, pneumologi, anestesisti. Non chirurghi”.

Vista la situazione generale in Piemonte e data la carenza di medici e infermieri l’offerta della Protezione civile poteva essere lo stesso accolta ma Raviolo replica così: “ No. E spiego perché: questa è una malattia subdola, che mette a rischio la salute di molti operatori sanitari. E lo stiamo vedendo ogni giorno. Dunque richiede una formazione specifica, di almeno otto giorni, che non ci possiamo permettere. E il nostro ragionamento è stato: non dislochiamo i medici di cui abbiamo disperato bisogno a formare in un momento di emergenza massima altri medici. E così abbiamo detto no”.

E per quanto riguarda Verduno Raviolo dice: “Se Verduno è aperto è grazie a me. Perché ho amici e colleghi che si sono messi a disposizione. Per il resto è stato solo un polverone inutile che ha messo al centro solo me. Quando la decisione è stata invece condivisa da tutta L’Unità di crisi. Che come me ha scelto la ragionevole linea del no”.