Amedeo Damiano nella memoria di Libera

Amedeo Damiano morì in seguito alle ferite riportate nell'agguato che gli venne teso il 24 marzo di 33 anni fa. Era stato l'integerrimo presidente dell'Ussl 63 di Saluzzo e si era trovato coinvolto in una vicenda intrisa di corruzione e cultura mafiosa.

Il 2020 è l’anno del 25° anniversario della fondazione di Libera, l’associazione contro le mafie ideata da don Luigi Ciotti. L’anniversario cade il 21 marzo ma quest’anno la ricorrenza è stata spostata a ottobre, un altro “regalo”del covid-19. Durante l’evento viene ritualmente letto l’elenco delle circa 1100 vittime di mafia e tra queste, quest’anno, per decisione di Libera è stato inserito il nome di Amedeo Damiano, l’ex presidente dell’Ussl 63 di Saluzzo morto il 2 luglio del 1987 in seguito alle ferite riportate nel corso di un agguato che gli venne teso il 24 marzo mentre rientrava a casa, in corso Italia.

E’ una di quelle vicende oscure che riempiono le pagine dei giornali, le aule dei tribunali e che contribuiscono a rendere meno piena la fiducia nella giustizia, dal momento che dell’omicidio di Amedeo Damiano restano ancora molti aspetti da chiarire. Di certo c’è che l’agguato di 33 anni fa è stato eseguito da un’organizzazione criminosa torinese che faceva riferimento a Pancrazio Chiruzzi, una banda di rapinatori ed assassini vicina al clan Belfiore a Pavia, che tra le sue vicende criminose ha avuto anche un ruolo rilevante nella vicenda del procuratore Bruno Caccia. Senza contare il modo in cui l’ex presidente dellUssl 63 venne ferito e i tentativi di depistaggi e coperture che hanno contraddistinto le indagini, con il coinvolgimento anche di uomini delle istituzioni. Oltre a ciò, come afferma il figlio Giovanni, è stata accertata l’esistenza di mandanti certamente saluzzesi, come riferito da numerosi collaboratori di giustizia, che sono però rimasti impunti, persone che erano state danneggiate dall’opera di moralizzazione della Sanità saluzzese messa in atto dal presidente Damiano.

L’inserimento di Damiano tra le 1100 vittime di mafia è stato avanzato alla «Sezione memoria» di Libera dalla referente piemontese Maria Josè Fava, che ha voluto ricordare che dell’omicidio non tutto è stato chiarito se non che Damiano si è trovato coinvolto in una vicenda intrisa di corruzione e cultura mafiosa. Con questa decisione Libera parla di mafia a Saluzzo e dimostra di non voler dimenticare quanto è successo a un uomo che ha pagato per la sua integerrimità, prezzo che la sua famiglia ha condiviso venendo privata di una persona davvero speciale.