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Rifreddo, l’esecutivo chiede al Governo ed al Parlamento una strategia unica per le aree montane ed un piano di investimento sui piccoli comuni.

 L’ordine del giorno è stato proposto dall’Uncem

Rifreddo. Gli amministratori rifreddesi tornano a chiedere alle autorità nazionali misure specifiche per la montagna ed i piccoli comuni. L’esecutivo ha, infatti, su proposta dell’Uncem, approvato negli scorsi giorni un ordine del giorno da inviare a Governo e parlamentari affinchè accelerino il percorso intrapreso con il fondo nazionale sulla montagna ed affrontino con decisione le problematiche che affliggono le arre interne del paese. Moltissimi i punti toccati dalla delibera tra cui vale la pena di citare.

La richiesta di istituire una “Strategia nazionale per le aree montane alpine e appenniniche italiane”, attraverso un Programma operativo nazionale (PON) che individui fondi europei, nazionali e regionali sulla programmazione dell’Unione europea 2021-2027.  La richiesta di avviare un Piano Nazionale per i piccoli Comuni, le aree rurali e montane del Paese al fine della prevenzione del dissesto idrogeologico, la lotta ai cambiamenti climatici, il riuso dei beni immobili e il contrasto al consumo di suolo ma anche quella di accelerare i piani per l’infrastrutturazione digitale delle aree montane del Paese, sbloccando i cantieri nei Comuni montani del Piano nazionale della banda ultralarga, consentendo di ridurre il divario digitale che vede oggi oltre 3.900 Comuni montani sprovvisti di linea dati veloce oppure quella di predisporre una serie di benefici fiscali per le micro-attività diffuse nelle aree montane.

“Abbiamo – ha spiegato il primo cittadino Cesare Cavallo – accolto con molto piacere l’invito di Uncem ad impegnarci direttamennte nel chiedere ciò che serve ai nostri territori montani. Territori che, pur rappresentando ben il 55 per cento del territorio italiano purtroppo spesso sono ai margini delle agende politiche di Governi e Parlamento. Una situazione che deve cambiare perché ridare slancio alle aree interne non è solo vitale per la soppravivenza dei nostri comuni ma per l’intero sistema Italia”.