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Nuova polemica nella sanità piemontese

Una nuova polemica agita le già burrascose acque della sanità piemontese. Questa volta si tratta della delibera che impone alle aziende sanitarie il nulla osta del direttore regionale prima di poter provvedere all’assunzione dei dirigenti.

Una nuova polemica agita le già burrascose acque della sanità piemontese. Questa volta si tratta della delibera che impone alle aziende sanitarie il nulla osta del direttore regionale prima di poter provvedere all’assunzione dei dirigenti. La conseguenza è che le assunzioni nei reparti, oggi definiti Strutture Complesse, saranno sottoposte al parere non solo del direttore generale dell’Asl ma, soprattutto, a quello del neo direttore generale, il cuneese Fabio Aimar. Un bel salto di qualità per l’ex responsabile del settore Bilancio e Contabilità dell’Asl Cuneo1 che adesso ha l’incarico di approvare o bocciare le decisioni del direttore generale di un’azienda sanitaria  di bandire un concorso per coprire un posto resosi libero per pensionamento, trasferimento o per altro motivo, di un primario, come la vecchia dizione indicava l’attuale dirigente.

Questa delibera, decisa dalla Giunta che ha approvato la proposta dell’assessore Icardi, si può leggere in diversi modi ma essenzialmente viene spiegata con la necessità  “di proseguire l’azione di controllo della spesa sanitaria intrapresa negli anni scorsi a partire dal piano di rientro al fine di non compromettere il quadro economico finanziario definito dai provvedimenti regionali in vigore in materia di assunzioni di personale delle aziende sanitarie”.

Di certo c’è che vengono modificate le procedure che venivano seguite per le assunzioni dei dirigenti dell’area medica e anche quella tecnico-amministrativa ricompresa nelle nuove disposizioni. Gli incarichi dirigenziali, dal direttore di Presidio ospedaliero a quello di Distretto e di Struttura complessa saranno così “subordinate ad apposito provvedimento di preventivo nulla osta regionale, mediante provvedimento amministrativo del direttore della competente direzione regionale”.  Oltre a ciò, viene fissato in 90 giorni dal ricevimento della richiesta del vertice dell’azienda il termine per dare una risposta oppure per non darla neppure, visto che è stata introdotta, o imposta, la pratica del silenzio-diniego.

Questo è ciò che la delibera ha previsto, ma deve essere ancora spiegato quello che potrebbe succedere quando il direttore dell’Asl riceverà risposta negativa (o il silenzio diniego che dir si voglia…) alla richiesta di avviare le procedure per sostituire un primario. Avremo reparti senza un responsabile o a pagarne le conseguenze sarà la Struttura Complessa che potrebbe correre il rischio di declassamento o magari della chiusura?   Per non parlare della nuova procedura che prevede, insieme alla domanda da presentare, la “idonea attestazione del direttore generale di compatibilità economica anche a regime circa gli oneri derivanti dall’assunzione” e anche  “il parere espresso dal collegio sindacale”, con il conseguente rallentamento della pratica e un aumento della burocrazia.

Per il sindacato Anaao-Assomed l’obiettivo non è quello del controllo della spesa sanitaria, come dichiarato dalla Regione, quanto quello di ridurre posti letto e Strutture Complesse che si aggiungerebbero ai drastici tagli di Strutture Complesse,  per accorpamenti o soppressione di reparti che hanno interessato il Piemonte negli ultimi 10 anni . Il dato che viene evidenziato è che nel 2010 i direttori in Piemonte erano 818, dopo sette anni sono diventati 555 mentre negli stessi anni sono stati tagliati 1560 posti letto. Per contro viene osservato dal sindacato come siano sempre più frequenti le nomine, che avvengono senza concorsi, di direttori universitari a capo di Strutture Complesse, fatto che non solo non servirebbe a migliorare la qualità della gestione, ma vanifica le aspirazioni di carriera dei medici ospedalieri.

In questo modo i direttori generali della Asl piemontesi vedono aggiungersi alle minacce neppur tanto velate dell’assessore Icardi, che ha ripetutamente dichiarato che chi non rispetta i parametri di spesa perderà la poltrona, anche questa forma di tutoraggio da parte del direttore generale della sanità per poter procedere alla sostituzione di un primario-dirigente attraverso un bando. Non resta che attendere il nuovo capitolo della questione sanitaria piemontese, nella speranza che tra una delibera e l’altra a perderci non siano i pazienti.