Le aziende assumono meno, ma non trovano certe figure professionali

La stagnazione regionale, il Pil in contrazione così come la produzione industriale, l’economia regionale che, come quella nazionale, non gode di prospettive molto rosee, ecco alcune delle motivazioni che hanno come effetto il fatto che le imprese piemontesi assumono meno.

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La stagnazione regionale, il Pil in contrazione così come la produzione industriale, l’economia regionale che, come quella nazionale, non gode di prospettive molto rosee, ecco alcune delle motivazioni che hanno come effetto il fatto che le imprese piemontesi assumono meno.

 Per dare un’idea, a febbraio sono circa 23.810 i contratti programmati, con un segno negativo del -8,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il che corrisponde a 2.100 unità in meno. L’81% è relativo ai lavoratori dipendenti, il 19% sarà costituito dalle partite iva e dai consulenti. Nel 40% dei casi si tratta di entrate  con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato – mentre nel gennaio 2019 erano il 37% – nel 60% saranno a termine, con un contratto a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita. Nel trimestre febbraio – aprile 2020 ci saranno complessivamente 67.420 nuovi ingressi nelle aziende,  9mila unità in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

 Tutti questi dati derivano dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal che segnala ancora che delle 23.810 entrate previste in Piemonte nel mese di febbraio il 16% è costituito da laureati e il 34% da diplomati. Le qualifiche professionali rappresentato il 32% mentre il 19% è riservato alla scuola dell’obbligo.

 Se poi guardiamo alla domanda di lavoro, i servizi, in particolare il commercio, il turismo e i servizi alle persone, sono quelli che guidano la speciale classifica  con il loro 69%, in lieve crescita rispetto allo scorso anno. Il comparto manifatturiero, genera il 23% della domanda, con un calo di 1.510 unità rispetto a febbraio 2019. Calano le entrate programmate dalle imprese delle costruzioni, da 1.830 di febbraio 2019 alle 1.760 di quest’anno.  

 I nuovi contratti previsti per febbraio in Piemonte per il 21% riguarderà dirigenti, specialisti e tecnici, così come è stato nel 2019 e con una quota superiore al 20% che è la media nazionale. Il 31% sarà costituito da operai specializzati e conduttori di impianti, il 37% riguarderà impiegati, professioni commerciali e dei servizi e l’11% professioni non qualificate.

Da una parte si assume meno, dall’altra, per assurdo, si registra una più elevata difficoltà di reperimento del personale. Infatti, nel 30% dei casi le imprese piemontesi prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Guardando a quali sono le figura professionali più difficili da reperire troviamo gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, le professioni specifiche nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia e gli operai specializzati nelle industrie del legno e della carta.

 

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