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La Provincia partecipa al cordoglio per la scomparsa di Giorgio Groppo

Il presidente Borgna: “Il mondo del volontariato cuneese oggi perde un uomo importante”.

Cuneo. È morto mercoledì 19 febbraio all’ospedale di Bra l’ex presidente del Csv Giorgio Groppo e consigliere del Cnel. Originario di Sommariva Bosco, perito assicurativo, aveva 55 anni ed era malato da tempo. Fu il fondatore del Centro Servizi per il Volontariato di Cuneo e presidente per 15 anni, fino al 2017, ma anche presidente provinciale e regionale dell’Avis, volontario per anni a Lourdes, appassionato di scienze religiose e montagna.

Il ricordo del presidente della Provincia Federico Borgna: “Il mondo del volontariato cuneese oggi perde un uomo importante. A Giorgio Groppo va il nostro grazie sincero per il lavoro di una vita a fianco di chi opera nel mondo del volontariato, delle associazioni e delle amministrazioni. Un impegno prezioso portato avanti ogni giorno con passione e dedizione”.

Fin da ragazzo fu impegnato nel volontariato e nell’associazionismo cattolico come Gioventù Aclista e membro della direzione l’Associazione Cooperatori Paolini.  Collaborò con la Provincia di Cuneo anche per la creazione della Consulta provinciale del Volontariato, costituita nel dicembre del 2000 e della quale fu vicepresidente. Fu presidente dell’associazione “Società Solidale”, ma anche assessore comunale a Sommaria Bosco. Fu coordinatore del gruppo regionale di lavoro degli assessorati comunali al Volontariato istituito all’interno dell’Anci Piemonte, componente in rappresentanza dell’Anci Nazionale e dell’Osservatorio nazionale del Volontariato istituito presso il Ministero del Welfare. Inoltre ricoprì anche altri incarichi come presidente della Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti di volontariato. Fece anche parte del Consiglio nazionale del Terzo Settore, dell’Osservatorio nazionale del volontariato e per due mandati fu consigliere della Compagnia di San Paolo e del Cda di Banca Prossima. A dicembre era stato insignito del titolo di “Commendatore della Repubblica italiana”. Fu l’ultima sua apparizione pubblica.