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Imprese agricole a rischio penalizzazione Inps

Il Senatore Mino Taricco, insieme ad altri colleghi ha presentato in Senato l’interrogazione per far sì che l’applicazione delle norme di inquadramento delle c.d. “cooperative senza terra” tenga conto delle realtà del settore agricolo e delle loro complessità ed evitino quindi inutili e pericolose penalizzazioni per le imprese agricole

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La Circolare INPS n. 94 del 20 Giugno 2019 fornisce chiarimenti relativi ai soggetti che svolgono, in connessione o meno con l’attività principale, ulteriori attività, quali la manipolazione, la conservazione, la trasformazione, la commercializzazione e la valorizzazione di prodotti agricoli, al fine di intervenire sull’inquadramento, per l’assoggettamento a contribuzione agricola unificata, delle società, delle cooperative e delle organizzazioni di produttori che svolgono attività diverse dalla coltivazione dei fondi, dalla selvicoltura e dall’allevamento di animali, così definito dall’art. 2135 del Codice civile

Sottolinea il Sen. Taricco: “Secondo l’Inps non rientrerebbero nello specifico ambito di applicazione riguardante l’individuazione dei lavoratori agricoli dipendenti ai fini dell’applicazione delle norme di previdenza ed assistenza sociale, comprendenti quindi anche quelle relative all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (stabilito all’art. 6 della Legge 31 Marzo 1979 n. 92), le attività di servizi e di supporto al processo produttivo, quali ad esempio la potatura, la semina, la fornitura di macchine agricole, svolte da imprese non agricole. I lavoratori addetti alle attività citate dall’art. 6,- dipendenti di cooperative o di società che svolgono attività caratterizzate dall’esecuzione in appalto di fasi di lavorazioni o singole operazioni del processo produttivo – continua Mino Taricco – sempre secondo l’”interpretazione autentica” dettata dall’INPS – non sarebbero iscrivibili nella gestione agricola – delineando quindi la fattispecie della somministrazione irregolare di manodopera, e questo rischia di creare , anche dove tutto questo avveniva nel pieno rispetto delle norme una vera e propria disarticolazione organizzativa sia per cooperative che avevano regolarizzato il lavoro sia per le aziende agricole che fruivano del servizio”.

“Ho così portato all’attenzione di INPS e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali la necessità di iniziative urgenti volte ad evitare inutili e pericolose penalizzazioni del settore agricolo nella sua complessità e nello specifico per le nostre imprese agricole, soprattutto alla luce del fatto che l’interpretazione data dall’INPS – per cui sia da escludere che le attività di servizi e di supporto al processo produttivo svolte da imprese non agricole diano luogo all’iscrizione degli operai nella gestione agricola – sia incomprensibile, soprattutto alla luce delle norme applicate ad esempio in ambito forestale ed in altri settori, e foriera di gravi danni nei confronti delle imprese agricole costrette stagionalmente, anche in conseguenza di flussi non adeguati, ad usufruire di servizi esternalizzati, oltre al fatto che tale lettura da parte dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale appare contravvenire con quanto previsto dall’accordo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella quale l’attività di potatura sia da comprendersi tra le attività di manutenzione del verde consentendo così l’inquadramento in agricoltura degli operai agricoli addetti a tali attività”- conclude così il Senatore Mino Taricco

 

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