Arrestato bovesano per la tentata rapina di Peveragno

La dinamica della tentata rapina portava verso un conoscente della famiglia che aveva deciso di derubare e così è stato. Il rapinatore di San Lorenzo di Peveragno è un 70enne di Boves, Giuseppe Tore, amico della sua vittima

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Non poteva che essere una persona che conosceva le abitudini della famiglia presa di mira il responsabile della rapina che si è conclusa con un nulla di fatto ma con tanta paura per la malcapitata donna che di notte si è trovata di fronte un uomo incappucciato che l’ha minacciata con un coltello e legata a una sedia dopo averla spinta in uno sgabuzzino. E poi la richiesta specifica di farsi consegnare 30mila euro che il rapinatore sapeva che il marito della pensionata teneva in casa. E, infatti, l’autore della rapina tentata nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 è un bovesano 70enne, Giuseppe Tore, amico della persona che voleva derubare e che aveva lasciato poco prima alla bocciofila di Boves dove aveva trascorso la serata con altri amici.

Così, sicuro di avere a disposizione il tempo di farsi consegnare il denaro prima che “l’amico” tornasse a casa, si è recato alla villa dove sapeva esserci solo la moglie della sua vittima. Ha suonato il campanello con la scusa che il marito aveva avuto un incidente e appena la moglie, spaventata, gli ha aperto, si è trovato di fronte un incappucciato armato di coltello che l’ha spintonata in casa, legata e poi aggredita verbalmente per farsi consegnare il denaro. La donna a sua volta urlando ha negato di sapere dove fosse il denaro, così l’improvvisato rapinatore ha iniziato a rovistare nelle stanze per poi scappare senza portare via nulla, probabilmente preoccupato per un eventuale imminente rientro del padrone di casa.

Quando il marito è rientrato ha trovato la moglie legata e sconvolta e ha chiamato i carabinieri. Le indagini dei carabinieri della stazione di Peveragno e della Compagnia di Cuneo hanno subito preso la piega giusta grazie anche ad alcuni dettagli segnalati dalla donna e dal figlio che abita poco distante dai genitori e che aveva notato la Mercedes del Tore annotandone alcuni numeri della targa e segnalando ai carabinieri alcuni dati somatici che era riuscito a intravedere, come i baffi dell’uomo alla guida, decisamente vistosi. Così i carabinieri sono immediatamente risaliti a Giuseppe Tore che hanno raggiunto a casa dove hanno trovato la sua macchina con il motore ancora caldo e dentro la stessa il coltello usato per minacciare la donna. Inoltre l’uomo perdeva sangue da un dito, cosa notata dalla pensionata mentre veniva minacciata in casa sua. Tore ha tentato di crearsi un alibi dicendo di essere stato alla bocciofila ma poi ha confessato tutto giustificandosi con il fatto di aver bisogno di soldi e di non aver trovato altro sistema per procurarseli rapidamente. E’ stato portato prima al Cerialdo e poi agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata rapina e sequestro di persona.

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