Oggi, giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo: la lotta di Emmanuel e mamma Rita foto

"E' importante non lasciare nessuno da solo ad affrontare questa situazione nè da una parte nè dall'altra" è il messaggio

Cuneo. Oggi, 7 febbraio, dal 2017, si celebra la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo.

In prevalenza le vittime sono giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni. Un fenomeno in continua crescita, i cui dati sono allarmanti.

Rita Clerico ed Emmanuel Bruno sono stati protagonisti di una storia di bullismo nel capoluogo della provincia Granda.

Emmanuel oggi ha 19 anni, i primi episodi che lo vedono protagonista di bullismo risalgono a quando aveva 10 anni e frequentava il classico campetto come fanno tutti i giovani di quell’età.

Lui era affetto da un disturbo dell’apprendimento che gli impediva di esprimersi e a volte di capire ciò che gli veniva detto. Per questo motivo aveva il sostegno a scuola. Tutto questo avveniva quando Emmanuel si trovava solo con i suoi coetanei senza adulti.

Mamma Rita ci racconta: “Qualche avvisaglia la avevo avuta, il contenitore della merenda rotto, i primi lividi, fino al foglio con gli insulti scritti ad Emmanuel in corsivo, che lui non comprendeva, facendogli credere che fossero autografi di calciatori che non avrebbe dovuto far vedere a me. Lui tentava di farmi capire ma non sempre ci riusciva. Finchè un giorno è stato letteralmente scaraventato contro una vetrina rimediando un trauma cranico e al ginocchio per una prognosi di un mese. Il tutto perchè aveva chiesto di poter giocare a calcio con gli altri ragazzi. Di lì in ospedale ci hanno consigliato la denuncia e così è iniziata la nostra battaglia.”

Minacce, isolamento, Emmanuel che non veniva mai invitato ai compleanni, la sorella a sua volta subiva episodi di bullismo dalle sorelle di chi bullizzava Emmanuel. Un periodo in cui tutto mondo sembrava remare contro, in cui Emmanuel andava a scuola controvoglia.

Fortunatamente alle medie mamma Rita ha incontrato una valida preside che lo ha inserito in una classe in cui si era a conoscenza di questa dinamica. Al di fuori del contesto scolastico continuavano gli episodi, la mamma ha chiesto un confronto con i genitori di questi ragazzi ma questo le è stato negato.

Alle superiori Ema, come lo chiamano tutti, ha avuto il suo riscatto ricevendo tanto amore da parte dei suoi compagni che addirittura gli hanno organizzato la festa di compleanno a sorpresa per i suoi 18 anni. Ma come si sa le ferite rimangono nell’inconscio.

“Il bullismo interferisce anche a livello di rendimento scolastico – continua mamma Rita – lui si chiudeva sempre più in sè stesso, era stata paventata anche una prima diagnosi di spettro autistico.”

Il fenomeno nei confronti di Emmanuel è andato scemando fino a scomparire ma è impossibile da dimenticare. La battaglia che assieme portano avanti è mirata a sensibilizzare tutti nei confronti di questo fenomeno. Loro oggi spesso presenziano, con alcune associazioni di Torino che lottano contro la violenza di ogni genere, ad eventi legati al tema dove Emmanuel viene visto dai ragazzi quasi come un eroe anche per il suo modo semplice di raccontare la sua storia in cui alcuni si rivedono. Spesso nelle scuole hanno accompagnato Fabio De Nunzio, tra i personaggi preferiti di Ema, a cui entrambi sono molto legati.

Il consiglio che mamma Rita si sente di dare per chi si trovasse ad avere a che fare con il bullismo è sicuramente in primis di non escludere mai che il proprio figlio possa esser un bullo perchè questo non significa averlo educato male perchè spesso solo le compagnie a far la differenza, è importante non lasciare nessuno da solo ad affrontare questa situazione nè da una parte nè dall’altra. “E’ inoltre molto importante lasciarsi aperti al dialogo senza scappare ma risolvere il problema in modo costruttivo.”  conclude Rita.

Oggi Emmanuel a sua volta ogni venerdì nell’Istituto nel quale si è diplomato offre assistenza nell’aula di sostegno, la sua sensibilità spiccata lo aiuta in questo servizio di volontariato.

La loro vicenda ha anche ispirato lo scrittore cuneese Gian Maria Aliberti Gerbotto che ne narra alcuni episodi nel suo libro “Io sono + forte”.