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Tre imprenditori denunciati per bancarotta nel Braidese

I finanzieri del Gruppo di Bra hanno portato a compimento due distinte operazioni di servizio che hanno permesso di individuare gravi condotte, a carico degli amministratori di altrettante società, in grado di pregiudicare gli interessi dei numerosi creditori delle medesime, “accompagnate” volontariamente verso l’insolvenza

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Le Fiamme Gialle della Provincia “Granda” in prima linea nella costante azione di contrasto a tutti fenomeni, “grandi e piccoli”, lesivi dell’economia sana e a tutela dei cittadini onesti.

In questo caso, i finanzieri del Gruppo di Bra hanno portato a compimento due distinte operazioni di servizio che hanno permesso di individuare gravi condotte, a carico degli amministratori di altrettante società, in grado di pregiudicare gli interessi dei numerosi creditori delle medesime, “accompagnate” volontariamente verso l’insolvenza.

Su mandato della Procura della Repubblica di Asti, infatti, i militari del Gruppo di Bra hanno acclarato la sistematica e volontaria spoliazione di una società operante nel settore edile, dedita alla lavorazione dei marmi, i cui amministratori pro tempore, tra il 2012 ed il 2016, alterando le scritture contabili, l’hanno tenuta impropriamente attiva, permettendone l’ulteriore svolgimento dell’attività, ivi compresa la stipula di contratti onerosi, ancorché, in realtà, sussistesse la necessità di avviare un’adeguata  procedura di liquidazione, a causa degli indicatori di dissesto finanziario chiaramente emergenti.

Tra le condotte distrattive certificate, appaiono significative quelle propiziate dalla determinazione di compensi per gli amministratori superiori a quelli deliberati dall’assemblea, grazie alle quali i responsabili sono riusciti a giustificare uscite di cassa pregiudizievoli per i veri creditori dell’impresa.

Su un altro fronte d’indagine, coordinato dalla medesima Autorità Giudiziaria, i riflettori investigativi sono stati puntati su un’altra società operante nel contesto edile, specializzata nelle operazioni di ristrutturazione e rivendita di immobili comprati a buon mercato, nell’ambito della cui gestione gli amministratori pro tempore hanno distratto una buona parte delle consistenze patrimoniali, sfruttando schemi restitutori artificiosamente elaborati, privando i reali creditori del normale ristoro.

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