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“Sei uno scimmione…”

Altri episodi di razzismo, ma non solo nel calcio di serie A bensì nelle categorie giovanili, dove a prevalere dovrebbe essere il piacere di prendere a calci un pallone, sognando di diventare, un giorno, un campione

Non sono solo Balotelli, Lukaku o altri calciatori di colore che militano nella nostra serie A di calcio a essere nel mirino dell’ignoranza becera dei razzisti. Purtroppo il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio anche nei campionati giovanili, dove a prevalere dovrebbe esserci solo il piacere di prendere a calci un pallone, magari sognando di diventare un giorno dei campioni. Due episodi di questo fine settimana, in due zone del Piemonte distanti tra loro, dovrebbero far meditare. Domenica pomeriggio, 19 gennaio, durante la partita degli under 14 Barcanova – Pianezza. Un giocatore cade a terra durante un’azione di gioco e gli altri ragazzini gli urlano “Sei uno scimmione, alzati negro” seguiti nei cori dal pubblico sugli spalti, formato in massima parte da genitori dei ragazzi in campo. L’arbitro ha sospeso la partita ma è stato insultato a sua volta dai ragazzi e minacciato dai genitori all’esterno del campo da gioco, per cui i dirigenti delle due squadre hanno dovuto scortarlo fino alla macchina per evitargli conseguenze serie.

Succede solo nelle grandi città? Stesso giorno, domenica 19 ma cambia lo scenario: partita Busca-Dronero, valida per il campionato provinciale Under 14. Un giocatore della Pro ha insultato un giocatore del Busca, originario della Costa d’Avorio, dicendogli «scimmione e negro di m…». A un altro ragazzo del Busca, adottato, con padre naturale di origini marocchine, è stato urlato “tornatene in Marocco”.

Segno dei tempi bui che viviamo? Fatti giustificati dal pessimo esempio che deriva dalla politica urlata da certi partiti che seminano odio e divisione per guadagnare un pugno di voti? Ognuno si faccia la propria opinione, ma certo è che si dovrebbe passare dal ”si dovrebbe fare qualcosa” al “facciamo qualcosa”. Dovrebbe iniziare il mondo del calcio dei grandi, la serie A, con i suoi tanti campioni, ma abbiamo già visto la capacità di indignazione della Federazione, che minaccia misure drastiche a ogni episodio di razzismo, per poi dimenticarsene nel giro di qualche giorno.

Meno male che da un altro sport arrivano notizie più belle. Eduard Timbretti Gugiu, nato e cresciuto a Cuneo da genitori romeni, dopo un’attesa di molti anni, nel giugno scorso ha finalmente ricevuto la cittadinanza italiana e così, da quel giorno, ha potuto iniziare a difendere i colori azzurri tanto che da venerdì a domenica prossimi, a Plymouth in Inghilterra, parteciperà ai campionati nazionali di tuffi, ai quali sono stati invitati alcuni atleti italiani tra cui Eduard, emozionato per la sua prima gara internazionale.

Che siano il calcio e i suoi tifosi il vero problema?