Sanità: il buco sale a 190 milioni

Nonostante gli "avvertimenti" dell'assessore regionale Icardi, il buco nei bilanci della sanità regionale continua ad allargarsi

Anno nuovo, buco vecchio, con pesanti ripercussioni su questo neonato 2020. Il buco a cui si fa riferimento è quello della Sanità regionale che ha visto un brusco aumento del disavanzo delle Asl dai 161 milioni del 2018 ai quasi 200 milioni del 2019. La Regione ha provveduto, nel tempo, a tamponare la situazione utilizzando le riserve, ma questo tipo di intervento non può essere risolutivo per cui questo 2020 porterà con sé delle novità, purtroppo negative.

L’allarme non è certamente di oggi, in quanto già al momento dell’insediamento del nuovo governo regionale l’assessore Luigi Icardi aveva provveduto ad avvisare i direttori delle Asl dicendo che: “I conti vanno molto male e occorre intervenire subito . Quello che mi aspetto da voi è che vi sia una potente sterzata, con una riduzione delle spese. Questo governo regionale non assisterà passivamente alla generazione di un disavanzo in grado di minare la sostenibilità del servizio, finendo col privare i piemontesi della possibilità di effettuare le proprie scelte in tema di sanità pubblica”.

L’avvertimento c’è stato, ma il disavanzo è cresciuto lo stesso e già a novembre il Mef – Ministero dell’Economia e delle Finanze – nella verifica degli adempimenti compiuti dalla Regione aveva rilevato un disavanzo attorno ai 150 milioni che aveva portato a definire l’equilibrio economico del comparto sanitario piemontese, “strutturalmente debole”.

E prima di questa “sentenza” un altro fatto aveva permesso di comprendere la difficoltà della situazione quando, cioè, i collegi sindacali di alcune Asl non avevano approvato il bilancio previsionale, dal momento che erano state evidenziate delle situazioni che denotavano la gravità dei conti.

Bilanci di previsione 2019 delle Aziende sanitarie regionali che riportavano che era attesa una perdita  di circa 453 milioni di euro, su un finanziamento di 8 miliardi circa. Dopo l’indicazione dell’assessore Icardi, che ai direttori generali delle Asl aveva “chiesto” di mantenere i costi ai livelli del 2018, senza però ridurre la produzione si è arrivati, in autunno,  ai 101 milioni di disavanzo registrati dalle aziende nei primi sei mesi del 2019, con l’assessore che premoniva una perdita annua intorno ai 200 milioni. Premonizione esatta, e ora?.

A questo punto, dato che gli avvertimenti ai direttori generali erano arrivati puntualmente e a più riprese e constatato che la situazione non solo non è migliorata ma è addirittura peggiorata, non si è lontani dal presagire che a breve qualche direttore generale sarà costretto a fare le valige. Un segnale in tal senso è il fatto che l’assessore Icardi, questa volta nella sua veste di coordinatore per la Sanità in Conferenza Stato Regioni poco tempo fa ha richiamato l’attenzione sul bando per aggiornare l’elenco nazionale degli idonei al ruolo di direttore generale delle aziende sanitarie.