Revoca concessione Atlantia penalizza gli azionisti

Il presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia vuole portare la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia all’attenzione della Commissione Europea. Il motivo? Se verrà confermata la decisione del governo italiano, a essere penalizzati saranno gli azionisti, che non sono solo i Benetton

Più informazioni su

Il Governo vuole revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia? E allora il caso Atlantia verrà portato alla Commissione Europea, perché la decisione del Governo avrebbe delle ripercussioni pesantissime sugli investitori. A dichiararlo è stato Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Crt  che con il suo 4,85% di azioni di Atlantia sarebbe, in caso di revoca, tra i più penalizzati.

Quaglia ha spiegato che la Fondazione ha “posto in essere iniziative per rappresentare questa situazione anche a livello europeo. Siamo convinti che si possa risolvere questa partita senza pregiudizi fuori luogo che a volte possono emergere”. Oltre a ciò l’ex presidente della Provincia di Cuneo ha voluto sottolineare come nella partita Atlantia non sia coinvolta solo la famiglia Benetton, ma anche migliaia di altri investitori. Quaglia sottolinea che con  la sua valutazione non vuol coprire le responsabilità ma che “noi come azionisti chiediamo che si faccia una valutazione complessiva, ci sono delle responsabilità e vanno accertate, chi ha sbagliato deve pagare nei modi e nelle forme previste dalla legge”.

La situazione, seppur complessa può essere risolta e la soluzione di Quaglia è che “Ci sono dei problemi, sicuramente, e allora mettiamoci tutti insieme per capire come risolverli al meglio, magari con un maggior controllo pubblico, con un advisor di altissimo profilo, per esempio, e con un monitoraggio continuo e costante. Si può fare tutto ma è necessario che anche il pubblico faccia la sua parte”.

Parlando come rappresentante di uno degli azionisti di Atlantia, Quaglia ha chiesto che ci sia un’attenzione particolare agli investitori istituzionali, ai piccoli investitori privati anche internazionali, ai quali deve essere garantito il rispetto delle regole così come delle leggi e degli accordi che vengono stipulati.

Lo scorso anno, in seguito alla tragedia del ponte Morandi, a Genova, la Fondazione Crt aveva perso 260 milioni di euro conseguenza del crollo in borsa del titolo Atlantia, molto denaro davvero, ma poca cosa di fronte alle 43 vittime della sciagura. Economicamente parlando, comunque, la revoca della concessione costituirebbe un ulteriore colpo per le casse della Fondazione.

Più informazioni su