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Lo scontrino elettronico: cosa ne pensano i commercianti cuneesi?

In vigore dal 1° gennaio 2020

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Cuneo. In questi ultimi giorni sta circolando lo spot del Ministero dell’Economia e delle Finanze riguardante la novità dello scontrino elettronico in vigore dal 1° gennaio 2020.

Scontrino elettronico, registratori telematici che dovrebbero semplificare la vita ai tanti titolari di partita IVA chiamati a dire addio a scontrini e ricevute cartacee. E’ davvero cosi?

Il detto non è tutto oro quel che luccica in alcuni casi si addice a questa novità. In alcune situazioni questa digitalizzazione è impedita ad esempio dalla mancata adeguatezza di connessioni internet. Tra i vantaggi ci sarebbe il non dover più stampare lo scontrino ma il “Documento Commerciale di Vendita o Prestazione”, nient’altro che uno scontrino con molte più informazioni. Quindi per digitalizzare si stampa più carta.

Se al momento di chiusura della cassa si ricontrassero problemi di rete? Ci saranno 12 giorni di tempo per trasmettere gli stessi o riconnettendo l’RT alla rete internet o copiando il file dei corrispettivi, sigillato dall’RT, su una memoria esterna (es. chiavetta USB) e utilizzando l’apposita funzionalità di upload di tale file presente nel portale Fatture e Corrispettivi. Diciamo che proprio semplice non è.

A questo proposito abbiamo raccolto qualche opinione in merito ad alcuni titolari di partita IVA della realtà cuneese.

Matteo Prato, titolare dell’Osteria Due Grappoli: “Diciamo che per il nostro settore, quello della ristorazione il caos si crea perchè molte volte chiudiamo oltre la mezzanotte e altre prima quindi ci sono giorni con due chiusure. Anche quando il sistema era cartaceo questo si verificava ma registrando i corrispettivi a mano non si riscontravano i problemi di oggi con il nuovo sistema digitale. Non è il massimo e nessuno al momento sa come risolvere l’inghippo.”

Roberto Ricchiardi titolare di diversi negozi di abbigliamento: “Con i miei negozi siamo operativi già da luglio 2018. Non ho riscontrato grandi difficoltà ma potrebbe non essere così per altri. Mi viene da pensare al negozio di montagna che quotidianamente affronta varie problematiche e si troverà a dover affrontare anche questa. Siamo sicuri si risolverà la vera “EVASIONE”? Leggo poi l’esempio della collega di Ormea sig.ra Enrica 87 anni che nonostante tutte le difficoltà non si arrende e mi complimento con lei!”

Fausto Campana, titolare di “Fausto Alimentari” di Peveragno: “Sono sempre a favore dei cambiamenti, soprattutto se riescono a migliorare la qualità del lavoro velocizzandone i tempi. In realtà, in questo caso sino ad ora, a fronte di una spesa complessiva di qualche migliaia di euro necessaria agli adempimenti richiesti, non vedo grandi vantaggi, nemmeno dal punto di vista della lotta all’evasione fiscale che, a mio parere, si poteva tranquillamente fare con lo scontrino tradizionale. Certo, occorrerebbe consentire ai privati di scalare tutte le spese, e non solo quelle mediche, per avere nel cittadino stesso il miglior organo di controllo”.

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