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Le Acli intervengono su Mahle e Ilva

Sul problema occupazionale alla Mahle di Saluzzo e all'Ilva di Racconigi intervengono anche le Acli provinciali che sollecitano le aziende e le forze politiche a trovare una soluzione che impedisca la perdita di così tanti posti di lavoro

Mentre ieri mattina si è tenuto in Regione un incontro tra il governatore Alberto Cirio e una delegazione di lavoratori della Mahle, su questo grave problema occupazionale che coinvolge i dipendenti dello stabilimento di Saluzzo e per il caso analogo riguardante l’Ilva di Racconigi, vicende che sono l’aspetto terminale e soprattutto doloroso di situazioni a carattere internazionale che hanno però risvolti negativi sull’occupazione a livello locale,  sono intervenute anche le Acli provinciali che attraverso il presidente provinciale Elio Lingua sollecitano le istituzioni a intervenire a favore dei lavoratori coinvolti con una lettera aperta il cui testo è il seguente:

“Il 28 novembre 2018 la Mahle, multinazionale tedesca della componentistica auto, su richiesta dei sindacati, ha accolto parzialmente la richiesta di ritirare la procedure di licenziamento legate alla chiusura della produzione dei siti di La Loggia e di Saluzzo. Una sospensione di 60 giorni, per trovare altre soluzioni industriali e dare un futuro ai 453 lavoratori complessivi, dei quali 240 a La Loggia e 213 a Saluzzo, oltre a una decina di dipendenti di ditte esterne (mensa e pulizie). A un mese e mezzo dall’accordo, non ci sono notizie positive riguardanti la soluzione del problema e la multinazionale, che aveva preannunciato l’intenzione di trasferire la produzione in Polonia, collegando la decisione al drastico calo di motori diesel, non ha ancora dato risposte esaurienti. Recentemente è stata inoltrata dai sindacati una nuova richiesta di incontro ministeriale, inoltre è stato indetto un presidio, il 17 gennaio, in piazza Castello a Torino di fronte alla sede della Regione Piemonte, per sollecitare un sostegno forte nei prossimi confronti.

Anche la crisi dell’Ilva di Taranto, uno stabilimento geograficamente lontano, ma che può creare forti ripercussioni per il Piemonte e, in particolare, l’Ilva di Novi Ligure (800 lavoratori) e di Racconigi (200), è tutt’altro che risolta e continua a preoccupare famiglie e comunità.

Le Acli provinciali di Cuneo seguono con preoccupazione le vicende di queste due aziende e, richiamando l’importanza fondamentale del lavoro per garantire la dignità personale e familiare:

esprimono forte vicinanza ai lavoratori coinvolti nella crisi, in questo momento di grande incertezza;
auspicano che i manager tedeschi Mahle tornino definitivamente sulla decisione assunta, ritirando i licenziamenti e che la situazione dell’Ilva di Taranto si risolva favorevolmente;
chiedono alle istituzioni: Provincia, Regione e Governo, di tutelare i lavoratori, assumendosi la responsabilità di intervenire, mettendo in campo tutti gli strumenti utili a risolvere la situazione;
sollecitano il Governo a promuovere una legislazione in grado di impedire alle multinazionali straniere di delocalizzare in altri Paesi le produzioni per tanti anni realizzate in Italia.