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Il Giorno della Memoria vissuto da Mondovì in onore di Lidia Rolfi, testimone dell’Olocausto

Cerimonie al mattino e poi in serata la grande marcia silenziosa per le vie della città fino a casa Rolfi

Mondovì. Il Giorno della Memoria (lunedì 27 gennaio) è stato celebrato in molte città della Granda. Sotto i riflettori è finita però in particolare Mondovì in seguito alla vicenda risalente a pochi giorni prima quando alcuni ignoti hanno imbrattato con una scritta antisemita la porta d’ingresso della casa di Lidia Beccaria Rolfi, partigiana e deportata, non ebrea ma testimone dell’Olocausto e prima donna in Italia a scrivere l’inferno dei Lager.

Già in mattinata si era svolta una cerimonia commemorativa al cimitero israelitico di Mondovì in memoria di tutti gli ebrei uccisi o deportati, tra cui anche alcuni monregalesi e in onore dei caduti. Accanto al sindaco Paolo Adriano c’era il consigliere provinciale delegato Pietro Danna con la fascia della Provincia. Molti i ragazzi delle scuole e i rappresentanti delle associazioni d’arma e combattentistiche, con Alpini e Anpi.

Poi in serata oltre 1500 persone, molti cittadini, alcune scolaresche ma anche sindaci e autorità della Granda, hanno partecipato alla fiaccolata per difendere la memoria di Lidia Rolfi. La marcia silenziosa ha percorso le strade di Mondovì dal Comune fino a piazza Carlo Ferrero da dove, a piccoli gruppi, i partecipanti hanno raggiunto il civico 10 di via Lidia Rolfi. Oltre al sindaco Adriano, erano presenti l’assessore regionale Luigi Icardi e per la Provincia il vice presidente Flavio Manavella e ancora il consigliere Pietro Danna.