Giudice trasferito, problemi al tribunale di Asti, ricadute sull’albese

Il giudice Roberto Amerio, che lesse una sentenza senza aver ascoltato la difesa dell’imputato, andrà a Torino. A rischio i processi per carenze dell’organico, anche quelli che riguardano il territorio albese che dipende da Asti da quando non c’è più il tribunale ad Alba

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Potrebbe avere ripercussioni sui processi in corso presso il tribunale di Asti, e tra questi una delle udienze del processo alla locale della ’ndrangheta attiva tra Asti, Costigliole e Alba, la richiesta avanzata dal presidente del collegio giudicante Roberto Amerio, che ha richiesto di essere applicato alla Corte d’Appello di Torino. Il giudice, nello scorso dicembre, diede lettura di una sentenza di condanna a 11 anni di carcere senza però aver ascoltato la difesa dell’imputato. Un errore grossolano che aveva fatto scoppiare polemiche e discussioni in tutti gli ambienti giudiziari italiani e che ha comportato il trasferimento del giudice, che dovrebbe essere ormai imminente.

E, ovviamente, la mancanza di un giudice nell’organico del tribunale di Asti, competente anche sull’albese, dopo la chiusura del tribunale di Alba, non mancherà di aggiungere problemi al già endemico ritardo nell’amministrazione della giustizia. Già da oggi potrebbero iniziare a vedersi i primi effetti del cambio di sede del magistrato.

In realtà il tribunale di Asti, con la dislocazione temporanea del giudice Amerio, che lavorerà nel tribunale di Secondo grado di Torino per sei mesi, prorogabili di altri sei,  e con la recente nomina della collega Elisabetta Chinaglia al Consiglio superiore della magistratura dai primi di dicembre del 2019, si trova con due giudici in meno senza contare che anche l’ufficio dei gip sarebbe destinato a perdere il suo responsabile.

Il processo nel quale è avvenuto il grave errore del giudice Amerio vedeva imputati un padre e una madre accusati di violenza sessuale pluriaggravata sulla figlia minore, un caso delicato di abusi tra le mura domestiche, con un padre che anche quando tornava a casa in permesso premio dal carcere avrebbe continuato ad abusare della figlia, che oggi ha vent’anni.

I presidenti dell’Ordine degli avvocati e della Camera penale astigiani hanno dichiarato che l’errore del presidente del collegio giudicante Roberto Amerio, e delle colleghe a latere Claudia Beconi e Giulia Bertolino ha determinato una perdita di credibilità collettiva nell’amministrazione della giustizia, nel Foro e nella cittadinanza astigiana e avevano chiesto iniziative disciplinari nei confronti dei componenti del collegio penale del Tribunale astigiano.

 

 

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