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Busca, giovedì al cinema Lux il regista Alessandro Rossetto

Per la rassegna Schermi d'autore invernali, sarà presente il regista del film in programmazione ”Effetto Domino”

Busca. Giovedì prossimo, 23 gennaio, al cinema Lux di  per la rassegna Schermi d’autore invernali, sarà presente il regista del film in programma ”Effetto Domino”, Alessandro Rossetto.

Alessandro Rossetto (Padova, 1963) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Laureato in Antropologia culturale all’Università di Bologna, prosegue i suoi studi a Parigi presso l’Universita di Parigi X – Nanterre, diplomandosi in Antropologia visuale e cinema documentario. Il suo esordio nel lungometraggio di finzione è “Piccola patria” del 2013, candidato ai Nastri d’Argento come Miglior soggetto e vincitore del premio al Miglior Film al Festival di Villerupt.

“Effetto Domino” è stato presentato in anteprima alla 76a Mostra del Cinema di Venezia, facendo registrare il tutto esaurito; tra gli interpreti Diego Ribon e Marco Paolini.

Il film  racconta una storia che parte da alcuni dati:  entro il 2030, nei paesi ricchi, gli abitanti di più di 65 anni supereranno il 30% del totale della popolazione e nel 2050, per la prima volta nella storia del genere umano, la popolazione anziana sarà più numerosa di quella giovane. In una cittadina termale che resiste al turismo di massa, un impresario edile e il suo sodale geometra, avviano un progetto ambizioso: convertire venti alberghi abbandonati in residenze di lusso per pensionati facoltosi. Il venire meno del sostegno finanziario di banche e investitori scatena un effetto domino nel destino dei protagonisti che sovverte per sempre la realtà.

Il film sarà proiettato al Lux anche venerdì 24 gennaio, secondo il programma della rassegna.

L’abbonamento  è di  15 euro, compresa la tessera associativa Ancci-Méliès 2019/2020; il biglietto singolo costa 5 euro a spettacolo. È possibile sottoscrivere l’abbonamento direttamente in sala, in occasione degli spettacoli.

Informazioni: www.cineclubmelies.it  direttivo@cineclubmelies.it tel. 349.1817658 ( ore pasti).

Nota del regista
“Il grande progetto edilizio – annota il regista – , che regge gli eventi raccontati dal film, è legato alla reale presenza di un sorprendente numero di enormi hotel abbandonati nel territorio di Abano e Montegrotto Terme, a sud di Padova, in una delle zone alberghiere termali più note al mondo. Questa ambientazione adatta la vicenda centrale del romanzo, cui il film liberamente s’ispira, e la trasforma nel tentativo da parte dei protagonisti di recuperare gli alberghi in disuso. L’iniziativa lancia i personaggi in un’avventura umana e professionale che è all’origine dell’effetto domino e del suo inarrestabile potere di incidere sui destini di ciascuno. Il plot è l’avvincente svilupparsi dei fatti legati a una grande operazione edilizia che va fallendo e diventa il terreno della lotta inconsapevole dell’uomo contro l’uomo. Per la regia è una lotta striata di sentimenti e in dialettica permanente con le relazioni, incardinata nel territorio e tra passato e presente, con attenzione alla forza drammaturgica che offre la dinamica della perdita di controllo, che s’insinua in un ingranaggio economico e umano che dovrebbe invece lavorare a pieno regime. La particella del nord est italiano, teatro principale del racconto, è guardata come fosse un sobborgo di Miami, dimenticando il verde dei vicini colli e concentrandosi sulla teoria di alberghi giganteschi, unica e sontuosa scenografia. Il mondo, l’area in cui i personaggi vivono, è una bolla circoscritta. Voglio considerare il film come l’ideale continuazione del mio lungometraggio precedente, Piccola Patria. Un’altra faccia del nord est italiano, un territorio inteso come ‘landscape filosofico’, stessa lingua che fa comunità, stessa muta di maschi in bilico sul baratro, stesse femmine cardine, mogli, madri, figlie, e stessi cuori infranti e tanti o pochi soldi (schei). Effetto Domino è lavoro come religione, imprenditoria che man mano perde ogni scrupolo, enormi piani perfetti che scricchiolano, scricchiolano… e poi crollano. È la provincia contemporanea che sembra la stessa ovunque, bei sogni di gioventù andati perduti, giorni passati a rincorrere, giorni passati a fuggire, un muro che si avvicina e sul quale schiantarsi. È polverosi cantieri attivi o fermi come paludi, magazzini pieni d’invenduto, case silenziose, auto che corrono su strade sempre uguali, capannoni che se potessero parlare… È sentimenti al limite, grandi speranze e disperazioni sconfinate, ascesa e fallimento, fedeltà e tradimento. La struttura del film è frutto dell’effetto domino stesso, che traina e incatena tutto e tutti gli uni agli altri. Senza saperlo, i personaggi si addentano come cani ciechi, ognuno è sbranato mentre sta per sbranare, non può che sbranare, ma sarà sbranato a sua volta. Non si tratta di sapere se salvano o si salvano, se scompaiono o risorgeranno, ma di vederli all’opera mentre tutto accade. Negli hotel in disuso il film cala il racconto del progetto edilizio della città per vecchi: fare degli alberghi avveniristiche residenze per anziani. Questo tema è legato a doppio filo alla contemporaneità e al reale futuro prossimo, la didascalia che apre la sceneggiatura prospetta che in pochi anni nei paesi ricchi gli anziani diventino il 30 per cento della popolazione, che la tendenza non s’inverta e che presto, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di anziani superi quello dei giovani. Dalla loro postazione defilata, da una laboriosa provincia, i protagonisti colgono un trend globale, la storia si pone così anche su un piano planetario e vicende locali e specifiche risuonano fino al lontano oriente”.