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97enne presta i soldi e viene truffata

In Tribunale, a Cuneo, la vicenda di una 97enne che ha prestato dei soldi al nipote senza averli indietro. Nel caso coinvolto anche il figlio dell’anziana donna, che sostiene di essere stato truffato anche lui. Di diverso parere i difensori degli accusati, due conviventi monregalesi

15mila euro prestati dalla nonna e una coppia di monregalesi accusati di truffa per i quali il pm ha chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione. Questa la sintesi della vicenda in discussione presso il Tribunale di Cuneo. C.F. e M.B, queste le iniziali dei due accusati, sono stati denunciati dallo zio  di C.F. che si ritiene vittima della truffa insieme alla mamma nonché nonna di C.F.

Tutto è iniziato con il prestito di 5.500 euro da parte della nonna che, in cambio e garanzia ricevette due assegni, da 2mila e 3mila euro, che sono risultati, secondo l’accusa, scoperti. I soldi sarebbero serviti per pagare le spese legali che il nipote doveva affrontare in una causa legata ad un infortunio. Da parte sua lo zio afferma di aver dato 10mila euro al nipote, sempre con la medesima motivazione, senza che gli venissero successivamente restituiti. Secondo i legali della coppia sotto accusa “L’unico scambio di denaro che è stato provato è quello con la nonna che non ha mai presentato querela” e quindi, secondo la difesa, il processo non avrebbe nemmeno dovuto iniziare in mancanza della querela di parte della nonna che, è bene segnalarlo, ha 97 anni.  

Per l’accusa, sostenuta dal pm Anna Maria Clemente, si tratta invece di “Un fatto grave perché commesso nei confronti di familiari che li hanno sempre aiutati”. Da parte loro gli imputati, che sono conviventi, hanno sostenuto di non aver mai ricevuto denaro dallo zio e di aver invece restituito il prestito alla nonna compensandolo con parte del valore di acquisto di una casa di famiglia. L’imputato ha dichiarato che i soldi gli erano stati dati dalla nonna per aiutarlo “nell’acquisto di una macchina” e quindi non per sostenerlo nelle spese legali.

Altro punto che hanno rimarcato i difensori della coppia  è il fatto che l’anziana decise di togliere dal suo conto corrente la firma di suo figlio, nonché padre dell’imputato. La successiva udienza del processo è stata fissata per il 20 marzo e verrà sentito un funzionario della banca presso cui è aperto il conto corrente dell’anziana.