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Il presidente Borgna scrive ai “cugini” francesi

Richiesto l’intervento del presidente del Conseil general du Département des Alpes Maritimes, Charles Ange Ginesy per riaprire al transito dei mezzi pesanti la valle Roja

L’ultima sollecitazione sul tema gli era arrivata in questi giorni dall’Astra, l’Associazione dei Trasportatori, che aveva chiesto al presidente della Provincia Borgna di intervenire presso le autorità d’oltralpe per consentire nuovamente il transito dei mezzi pesanti in valle Roja, sospeso unilateralmente dai francesi. Dopo la lettera scritta al premier Conte, il presidente Borgna si è quindi fatto vivo con il presidente del Conseil general du Département des Alpes Maritimes, Charles Ange Ginesy.

Questo il testo della lettera:

“Fino a due anni fa – scrive Borgna – la valle Roja, oggi vietata ai mezzi pesanti, era una via di comunicazione molto utilizzata tra i nostri due Paesi, soprattutto per il transito commerciale poi spostato sul Colle della Maddalena in valle Stura e lungo la direttrice di Savona, con limitazioni al traffico. L’attuale chiusura del Colle stesso per il forte rischio valanghe ha trasferito tutto il transito sulla cosiddetta “strada del mare” che è rimasta l’unico collegamento accessibile tra Granda, Liguria e Francia nella fase d’emergenza. L’improvvisa frana dei giorni scorsi che ha causato la chiusura di parte dell’autostrada A6 verso la Liguria ed i numerosi smottamenti che hanno reso fragili ed insicure altre parti del nostro territorio, hanno portato la Granda ad una condizione di quasi generale isolamento stradale. Di fatto siamo bloccati su gran parte delle vie di uscita”.

Borgna ha quindi lanciato un appello al collega francese: “Chiediamo di sospendere – almeno in questa fase di emergenza – il divieto di passaggio ai mezzi pesanti oltre le 19 tonnellate in valle Roja che era stato imposto nel luglio 2017 su iniziativa di alcuni sindaci francesi. Tale divieto, che peraltro è stato al centro di molti confronti tra autorità italiane e francesi in questi anni ed è ad oggi oggetto di ricorso, sta causando – in questo particolare momento – pesantissime conseguenze alle attività di trasporto delle aziende cuneesi che, per raggiungere i mercati francesi, non hanno più a disposizione strade alternative”.

Nel concludere la lettera il presidente Federico Borgna ha auspicato la possibilità per i mezzi pesanti di tornare a transitare, almeno momentaneamente, per la galleria di Tenda e in valle Roja. “Sarebbe un apprezzatissimo segnale di collaborazione transfrontaliera, a conferma della grande amicizia che lega da sempre le nostre due comunità”.

A questo punto toccherà affidarsi sul buon cuore delle autorità francesi, anche perché sul fronte di casa nostra cambiano i ministri delle infrastrutture ma i problemi e, soprattutto, l’indecisione mista a inattività rimangono inalterate. Dal 5Stelle Toninelli alla piddina De Micheli la situazione è rimasta invariata: variante di Demonte? Non pervenuta. Tenda Bis? Dopo il Sopralluogo del sottosegretario ai Trasporti Salvatore Margiotta si ipotizza nel 2021 la fine costruzione del secondo tunnel e nel 2024 il completamento totale dei lavori. Asti – Cuneo? Viene da ridere al solo nominarla. Per non parlare dell’autostrada del mare per molti cuneesi, la Torino – Savona… Insomma, un quadro da incubo anche senza le problematiche recenti dovute al maltempo, che hanno reso ancor più drammatica, semmai fosse possibile, la situazione infrastrutturale della nostra provincia.

Basterà la lettera del presidente della Provincia Borgna per smuovere le cose? Speriamo, ma forse più che in una lettera sarebbe stato meglio confidare in una raccomandata, magari inoltrata a qualche divinità benevola…