Fallisce il Cuneo, viva il Cuneo!

I tifosi storici sono soddisfatti per la chiusura di una vicenda triste, ma sono anche amareggiati per essere stati messi ai margini dalla nuova società e dalla politica, che li avevano blanditi inizialmente. Cornuti e mazziati dice Bruno Aragno, presidente dei “Fedelissimi”

La sentenza di fallimento del Cuneo 1905 depositata dal Tribunale del capoluogo ha messo la parola fine, anche sotto il profilo giudiziario, alla vicenda della società biancorossa la cui proprietà era nelle mani di una cordata guidata dal manager Roberto Lamanna, dopo essere stata ceduta dal precedente presidente Marco Rosso.

La conclusione della vicenda era inevitabilmente questa, dopo la retrocessione dello scorso anno, la mancata iscrizione alla serie D e il lungo silenzio che aveva avvolto le sorti della società, impedendole un epilogo diverso dalla sparizione dal calcio che conta. Sulle sue ceneri è nato il Cuneo Football Club, che non ha alcun collegamento con la vecchia e defunta società, iscritto al campionato di Terza categoria, primo passo obbligato per una società appena affiliata alla Figc.

Chi è invece sempre rimasto fedele ai colori biancorossi e che ha sofferto per tutta la triste vicenda sono i tifosi riuniti nel gruppo dei “Fedelissimi” che hanno accolto con sollievo e speranza la notizia del fallimento del Cuneo 1905.

Bruno Aragno, presidente dei “Fedelissimi” si può dire finalmente?
“È giusto che sia finita, perché la situazione era già stucchevole. Adesso aspettiamo di vedere cosa succede. Speriamo che la nuova società acquisisca il titolo sportivo,  cosa da fare appena possibile”

Navigare nel pantano della 3° categoria è veramente triste.
“È una cosa allucinante, al solo pensarci mi vengono i brividi. Non dico che la terza categoria sia niente, ma è quasi come giocare nei cortili”

Se il fallimento fosse arrivato prima forse le cose sarebbero potute andare diversamente.
“Speriamo che il fallimento possa dare una svolta e che questa società possa aggiudicarsi il diritto sportivo e che si parta da una categoria consona al nome e alla storia di questi colori”

Avevate annunciato che avreste vigilato sulla nuova società. Dopo qualche mese che impressione vi siete fatti?
“La società la stiamo ancora spettando. Avevano promesso una presentazione e non l’abbiamo vista, avevano assicurato un po’ più di dialogo con i tifosi, ma anche questo non c’è, capisco che sono persone che non hanno mai avuto esperienze di gestione di società sportive, ma un po’ più di dialogo non sarebbe stato male”

E questo dialogo non c’è proprio stato?
“All’inizio sì, poi con l’inizio del campionato è finito tutto, si è un po’ chiusa la porta, non i portoni dello stadio ovviamente, anche perché hanno ideato l’iniziativa di dare in beneficenza gli incassi delle partite, cosa molto lodevole. Un fatto che trovo assurdo è che hanno messo gli stuart, che non credo non costino niente, e poi al Paschiero è vietata la vendita della birra. E’ un po’ esagerato, gli anni scorsi abbiamo girato tanti stadi e in nessuno c’era questo divieto.

Sabato 21 dicembre è stata annunciata la festa di Natale dell’FC Cuneo per “ringraziare gli sponsor, i dirigenti, i giocatori e tecnici e tutte le famiglie dei bambini che hanno dato fiducia alla società. Dei tifosi non si parla, mi sembra…
“Siamo messi un po’così, non è molto confortante. Oltretutto l’unica cosa che abbiamo chiesto alla nuova società è stato, se fosse possibile, di prendere il diritto sportivo della vecchia società e chiedere il ripescaggio. Noi al Cuneo abbiamo dato tanta passione ma il prossimo anno io e penso anche tanti altri, se si resta in queste categorie non andremo più allo stadio. Lei pensi, tutte queste partite rinviate, non si gioca al Paschiero di notte… Perché, se si gioca ai campi della gioventù le luci non si accendono? Al  parco della gioventù si gioca di notte, e a dicembre fa un freddo da morire e non si può pensare che la gente vada a guardare le partite in quelle condizioni. Abbiamo lo stadio qui, sfruttiamolo”

E con il sindaco avete avuto ancora rapporti?
“Più niente. All’inizio ci ha chiamati e poi sono spariti tutti, assessori, sindaco, società. I primi tempi tutti ci volevano, poi nessuno ci ha più coinvolti”

Un pò di amarezza c’è quindi.
“Ci sentiamo cornuti e mazziati. E ci prendono ancora in giro perché l’anno scorso siamo stati vicino alla squadra… Chi ci perde sempre sono i tifosi”